Layout della tastiera US
Layout della tastiera UK
Andrea Guzzo
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Ricavare un alimentatore 3-5-12 V da un alimentatore per pc
Gli alimentatori per pc oltre ad essere in linea generale dei buoni alimentatori, sono adatti per poter essere convertiti in alimentatori da banco.
Io riesco a reperirli normalmente a costo zero ricavandoli da qualche pc obsoleto. Con l'aggiunta di qualche morsetto e qualche altro componente per la parte esterna riuscirete ad avere con una modica spesa un buon alimentatore con uscita a 3-5-12 volt stabilizzati e tantissima corrente a disposizione.
Io li uso come veri e propri "muli" da laboratorio, inoltre hanno il vantaggio di avere la ventilazione interna per la dissipazione del calore e la protezione da corto circuito...
Il progetto è molto facile da realizzare ma ricordo che va realizzato solo da chi ha competenze elettriche / elettroniche, non mi assumo nessuna responsabilità se qualche incauto rimane folgorato!
Le colorazioni indicate dei cavi sono riferite agli standard ATX e consiglio di utilizzare se possibile alimentatori con interruttore, così risparmiate la fatica di doverlo mettere voi.
Alcuni alimentatori hanno una disposizione interna tale da non consentire il montaggio degli spinotti a banana, solitamente per la disposizione dei dissipatori, vi consiglio di verificare la possibilità del montaggio.
Prima di tutto verificate che il vostro alimentatore sia equipaggiato di un filtro EMI, questo serve ad evitare interferenze a valle dell'alimentatore ma anche a difendere la rete a 220 V da eventuali disturbi.
Se il filtro è equipaggiato direttamente sul circuito dovreste notare una disposizione simile:
Il filtro EMI montato sul circuito normalmente si trova solo su alimentatori di ottima qualità, spesso invece è montato sul connettore da pannello dell'ingresso da 220 V, come nelle foto seguenti:
Se vi accorgete che il vostro alimentatore è completamente sprovvisto di qualsiasi filtro allora potete provvedere ad integrarlo voi, potete usare gli schemi qui sotto e montare il tutto su una basetta auto costruita, per il secondo e terzo schema si può optare anche per un montaggio volante, inutile dire che il primo dei tre è il più efficace in quanto dotato anche di avvolgimento toroidale:
ATTENZIONE: i filtri sopra illustrati perdono di ogni efficacia se non collegati alla dispersione di Terra!
Consiglio per il condensatore poliestere da 0,33 microfarad di scegliere la tensione massima di lavoro da 600 V, per i condensatori ceramici da 2.200 picofarad potete scegliere indifferentemente tensioni massime da 1 o 2 Kv
Un alimentatore da pc se collegato alla tensione di rete non si accende in automatico, per farlo funzionare è necessario chiudere il circuito tra il conduttore verde ed un qualsiasi conduttore nero sul molex da 20 / 24 pin, è esattamente quello che succede quando premete il tasto di accensione del pc.
Il" trucco" che vedete qui sopra è usato da noi tecnici per verificare in linea di massima se un alimentatore funziona, ma ci servirà in seguito per rendere il nostro alimentatore funzionante.
Una volta aperto l'alimentatore ritrovate più o meno con una disposizione simile:
Individuate la parte dell'alimentatore alla quale sono cablati i vari cavi che escono verso l'esterno:
A noi interessano prima di tutto:
il cavo Verde visibile nella parte destra della foto, ed il fascio di cavi di colore Nero, Arancione, Rosso e Giallo come quelli sopra illustrati.
I cavi necessari per portare le tensioni esterne per dell'alimentatore sono:
nero = negativo
arancione = 3,3V
rosso = 5V
giallo = 12V
Dissaldate prima di tutto tutti i cavi colorati che vanno a connettersi ai molex ad eccezione di quelli sopra indicati, successivamente dissaldate i cavi Neri, Rossi, Gialli ed Arancioni in eccesso in quanto ne sono sufficienti due ciascuno, saldati due a due.
Una volta dissaldati i cavi in eccesso avremo bisogno per far funzionare il tutto, di collegare il cavo verde sul negativo, quindi tagliatelo della lunghezza adeguata e saldatelo al posto di uno dei connettori neri. In questo modo è come se avessimo ponticellato sul molex il cavo verde con un negativo, posizionatelo in modo che non tocchi le alette di dissipazione.
Praticate sul coperchio di alluminio quattro fori adeguati per alloggiare le boccole isolanti dei morsetti a banana, se vi piace potrete anche mettere poco sotto una maniglia di metallo, il tutto predisposto come visibile qui sotto:
Una volta montato il tutto provvedete a connettere i cavi (Nero, Arancione, Rosso, Giallo) ai rispettivi morsetti. Nel chiudere il box a lavoro ultimato dovrete fare molta attenzione che i cavi non tocchino contro i dissipatori termici interni. Se volete per ulteriore sicurezza potete proteggerli con una ulteriore guaina protettiva.
Io regolarmente provvedo il tutto di un led interno blu ad alta luminosità che oltre a segnalarmi la regolare accensione dà anche un tocco di bellezza in più.
Non possiamo però montarlo direttamente ma dovremo montargli in serie una resistenza calcolata sulla tensione usata per alimentarlo, questa è la formula:
R (in Ohm per la resistenza da applicare in serie al LED) = VDC (tensione di alimentazione applicata al LED), meno VL (la tensione di funzionamento del LED) diviso IL (l'intensità di corrente da applicare al LED):
R = VDC - VL
________
IL
Esempio: per alimentare a 5 Volt un LED che necessita di una corrente di 20 mA e una tensione di lavoro da 2,5 V occorre mettere in serie al LED un resistore da:
5 V - 2,5 V = 2,5 V : 0,02 A = 125 Ohm, resistenza di valore commerciale più vicina = 120 Ohm.
A completare il lavoro potete mettere dei piedini in gomma sotto al box metallico, ed ecco qua il nostro alimentatore, con lo stile tipico del prodotto auto costruito...
| Vista frontale - morsetti e maniglia - Foto Andrea Guzzo |
| Vista 3/4 SX - si noti l'illuminazione a LED - Foto Andrea Guzzo |
| Vista 3/4 DX - Foto Andrea Guzzo |
Andrea Guzzo
Raid 0 - 5 - 6 - 10 + Spare, punti di forza e debolezza
Modalità RAID 0, 5, 5 + Spare, 6, 6 + Spare, 10, 10 + Spare
Il seguente grafico mostra i punti di forza e di debolezza di ciascun livello RAID.
RAID 5 (default)_____
Nel livello RAID 5 lo striping dei dati viene effettuato su tutti i dischi (devono essere presenti almeno tre dischi) e viene scritto un blocco di parità per ciascun blocco di dati (P nello schema a sinistra) sullo stesso stripe. Se si verifica un errore su uno dei dischi fisici, i dati contenuti su questo disco vengono ricostruiti su quello di riserva. In caso di errore su un solo disco, non si verifica quindi alcuna perdita di dati. Tuttavia, se si verifica un errore sul secondo disco prima del termine della ricostruzione dei dati sull'unità di riserva, si perdono tutti i dati dell'array.

Applicazioni
RAID 5 garantisce una protezione ottimale dei dati unita a un uso efficiente dello spazio su disco. Un eventuale errore su un disco non provoca l'interruzione del servizio perché in questo caso i dati vengono letti dai blocchi di parità. Questo livello è ideale per l'archiviazione e per gli utenti, come i creatori di video, che hanno l'esigenza di accedere regolarmente e rapidamente ai propri dati.
Come calcolare la capacità di un sistema RAID 5
Tutti i dischi di un sistema RAID 5 devono avere la stessa capacità. La capacità di storage di una configurazione RAID 5 può essere calcolata sottraendo uno al numero di unità e moltiplicando tale numero per la capacità del disco, ossia tramite la seguente formula: C = (n-1)*d, Dove:
C = Capacità disponibile
n = Numero di dischi
d = Capacità del disco
Ad esempio in un array RAID 5 con quattro unità, aventi ciascuna una capacità di 1.000 GB, la capacità totale dell'array è pari a 3.000GB: C = (4-1)*1000

RAID 6_____
Nel livello RAID 6 lo striping dei dati viene effettuato su tutti i dischi (devono essere presenti almeno quattro dischi) e vengono scritti due blocchi di parità per ciascun blocco di dati (p e q nello schema a destra) sullo stesso stripe. Se si verifica un errore su uno dei dischi fisici, i dati contenuti su questo disco vengono ricostruiti su quello di riserva. Questo livello garantisce l'integrità dei dati per errori su un massimo di due dischi. RAID 6 consente di ricostruire i dati presenti sul disco in errore più velocemente.

Applicazioni
RAID 6 consente sia di proteggere i dati che di ricostruirli in modo efficiente in caso di errore su una delle unità. Pertanto, è indicato in particolare per gli utenti che sono più interessati alla sicurezza che alla prestazioni.
Come calcolare la capacità di un sistema RAID 6
Tutti i dischi di un sistema RAID 6 devono avere la stessa capacità.La capacità di storage di una configurazione RAID 6 può essere calcolata sottraendo due al numero di unità e moltiplicando tale numero per la capacità del disco, ossia tramite la seguente formula: C = (n-2)*d Dove:
C = Capacità disponibile
n = Numero di dischi
d = Capacità del disco
Ad esempio in un array RAID 6 con cinque unità, aventi ciascuna una capacità di 1.000 GB, la capacità totale dell'array è pari a 3.000 GB: C = (5-2)*1000
RAID 10_____
RAID 10 (talvolta chiamato RAID 1+0) è un altro livello RAID che presenta una combinazione di caratteristiche di altri livelli, ovvero dei livelli RAID 1 e RAID 0. In altre parole, esegue lo “striping di set speculari”, ossia esegue lo striping dei dati su due array speculari. Poiché lo striping viene effettuato tra array diversi e il mirroring nell'ambito dello stesso array, le operazioni di ricostruzione sono estremamente veloci. Gli array RAID 10 devono essere costituiti da un numero di dischi multiplo di quattro. Nei prodotti LaCie con cinque dischi configurati come array RAID 10, il quinto disco viene usato come riserva o non viene utilizzato, come mostra lo schema a destra. Un array RAID 10 è in grado di garantire l'integrità dei dati in caso di problemi su uno dei dischi di ciascuna coppia speculare. Tuttavia, la coppia dell'array che contiene il disco in errore diventa il punto debole di tutto l'array. Se si verifica un errore anche sul secondo disco della coppia speculare, l'array risulta inutilizzabile.

Applicazioni
RAID 10 fornisce una buona velocità grazie allo striping del livello RAID 0, ma dimezza la capacità disponibile dei singoli dispositivi se tutti i dischi dell'array hanno la stessa capacità.
Come calcolare la capacità di un sistema RAID 10La capacità di storage di una configurazione RAID 10 può essere calcolata moltiplicando il numero di unità per la capacità del disco e dividendola per 2, ossia tramite la seguente formula: C = n*d/2 Dove:
C = C = Capacità disponibile
n = Numero di dischi
d = Capacità del disco
Ad esempio in un array RAID 10 con quattro unità, aventi ciscuna una capacità di 1.000 GB, la capacità totale dell'array è pari a 2.000GB: C = (4*1000)/2
Andrea Guzzo
Il seguente grafico mostra i punti di forza e di debolezza di ciascun livello RAID.
RAID 5 (default)_____
Nel livello RAID 5 lo striping dei dati viene effettuato su tutti i dischi (devono essere presenti almeno tre dischi) e viene scritto un blocco di parità per ciascun blocco di dati (P nello schema a sinistra) sullo stesso stripe. Se si verifica un errore su uno dei dischi fisici, i dati contenuti su questo disco vengono ricostruiti su quello di riserva. In caso di errore su un solo disco, non si verifica quindi alcuna perdita di dati. Tuttavia, se si verifica un errore sul secondo disco prima del termine della ricostruzione dei dati sull'unità di riserva, si perdono tutti i dati dell'array.

Applicazioni
RAID 5 garantisce una protezione ottimale dei dati unita a un uso efficiente dello spazio su disco. Un eventuale errore su un disco non provoca l'interruzione del servizio perché in questo caso i dati vengono letti dai blocchi di parità. Questo livello è ideale per l'archiviazione e per gli utenti, come i creatori di video, che hanno l'esigenza di accedere regolarmente e rapidamente ai propri dati.
Come calcolare la capacità di un sistema RAID 5
Tutti i dischi di un sistema RAID 5 devono avere la stessa capacità. La capacità di storage di una configurazione RAID 5 può essere calcolata sottraendo uno al numero di unità e moltiplicando tale numero per la capacità del disco, ossia tramite la seguente formula: C = (n-1)*d, Dove:
C = Capacità disponibile
n = Numero di dischi
d = Capacità del disco
Ad esempio in un array RAID 5 con quattro unità, aventi ciascuna una capacità di 1.000 GB, la capacità totale dell'array è pari a 3.000GB: C = (4-1)*1000
RAID 5+Spare_____
RAID 5+Spare è un array RAID 5 in cui uno dei dischi viene usato per ricostruire il sistema sull'unità di riserva appena si verifica un errore. Questo tipo di array richiede almeno quattro dischi.Se si verifica un errore su uno dei dischi fisici, i dati continuano comunque a essere disponibili in quanto vengono letti dai blocchi di parità. I dati contenuti sul disco in errore vengono ricostruiti sul disco hot spare. Quando si sostituisce il disco in errore, la nuova unità diventa l'unità hot spare. In caso di errore su un solo disco, non si verifica quindi alcuna perdita di dati. Tuttavia, se si verifica un errore sul secondo disco prima del termine della ricostruzione dei dati sull'unità hot spare, tutti i dati dell'array andranno persi.
Applicazioni
RAID 5+ Spare offre una buona protezione dei dati, ma presenta limitazioni di spazio su disco a causa della necessità di configurare un'unità hot spare, che viene tuttavia usata solo nel caso in cui si verifichi un errore sull'altro disco. La modalità RAID 5+ è utile quando gli utenti hanno l'esigenza di accedere continuativamente ai dati, ovvero di poter garantire la continuità del servizio anche in caso di errore su un disco. Un eventuale errore del disco non richiede un'attenzione immediata, perché il sistema si ricostruisce automaticamente utilizzando l'unità di riserva, anche se il disco in errore deve essere sostituito il prima possibile.
Come calcolare la capacità di un sistema RAID 5+Spare
Tutti i dischi di un sistema RAID 5+Spare devono avere la stessa capacità.La capacità di storage di una configurazione RAID 5+Spare può essere calcolata sottraendo due al numero di unità e moltiplicando tale numero per la capacità del disco, ossia tramite la seguente formula: C = (n-2)*d, Dove:
C = Capacità disponibile
n = Numero di dischi
d = Capacità del disco
Ad esempio in un array RAID 5+Spare con quattro unità, aventi ciascuna una capacità di 1000 GB, la capacità totale dell'array è pari a 2000 GB: C = (4-2)*1000
RAID 6_____
Nel livello RAID 6 lo striping dei dati viene effettuato su tutti i dischi (devono essere presenti almeno quattro dischi) e vengono scritti due blocchi di parità per ciascun blocco di dati (p e q nello schema a destra) sullo stesso stripe. Se si verifica un errore su uno dei dischi fisici, i dati contenuti su questo disco vengono ricostruiti su quello di riserva. Questo livello garantisce l'integrità dei dati per errori su un massimo di due dischi. RAID 6 consente di ricostruire i dati presenti sul disco in errore più velocemente.

Applicazioni
RAID 6 consente sia di proteggere i dati che di ricostruirli in modo efficiente in caso di errore su una delle unità. Pertanto, è indicato in particolare per gli utenti che sono più interessati alla sicurezza che alla prestazioni.
Come calcolare la capacità di un sistema RAID 6
Tutti i dischi di un sistema RAID 6 devono avere la stessa capacità.La capacità di storage di una configurazione RAID 6 può essere calcolata sottraendo due al numero di unità e moltiplicando tale numero per la capacità del disco, ossia tramite la seguente formula: C = (n-2)*d Dove:
C = Capacità disponibile
n = Numero di dischi
d = Capacità del disco
Ad esempio in un array RAID 6 con cinque unità, aventi ciascuna una capacità di 1.000 GB, la capacità totale dell'array è pari a 3.000 GB: C = (5-2)*1000
RAID 10_____
RAID 10 (talvolta chiamato RAID 1+0) è un altro livello RAID che presenta una combinazione di caratteristiche di altri livelli, ovvero dei livelli RAID 1 e RAID 0. In altre parole, esegue lo “striping di set speculari”, ossia esegue lo striping dei dati su due array speculari. Poiché lo striping viene effettuato tra array diversi e il mirroring nell'ambito dello stesso array, le operazioni di ricostruzione sono estremamente veloci. Gli array RAID 10 devono essere costituiti da un numero di dischi multiplo di quattro. Nei prodotti LaCie con cinque dischi configurati come array RAID 10, il quinto disco viene usato come riserva o non viene utilizzato, come mostra lo schema a destra. Un array RAID 10 è in grado di garantire l'integrità dei dati in caso di problemi su uno dei dischi di ciascuna coppia speculare. Tuttavia, la coppia dell'array che contiene il disco in errore diventa il punto debole di tutto l'array. Se si verifica un errore anche sul secondo disco della coppia speculare, l'array risulta inutilizzabile.

Applicazioni
RAID 10 fornisce una buona velocità grazie allo striping del livello RAID 0, ma dimezza la capacità disponibile dei singoli dispositivi se tutti i dischi dell'array hanno la stessa capacità.
Come calcolare la capacità di un sistema RAID 10La capacità di storage di una configurazione RAID 10 può essere calcolata moltiplicando il numero di unità per la capacità del disco e dividendola per 2, ossia tramite la seguente formula: C = n*d/2 Dove:
C = C = Capacità disponibile
n = Numero di dischi
d = Capacità del disco
Ad esempio in un array RAID 10 con quattro unità, aventi ciscuna una capacità di 1.000 GB, la capacità totale dell'array è pari a 2.000GB: C = (4*1000)/2
Andrea Guzzo
Calcolo resistenza su LED
Vediamo come calcolare una resistenza adeguata da mettere in serie su un LED.
I LED a parer mio sono di una utilità estrema, sono versatili, hanno un bassissimo consumo, si distinguono per lunga durata e cosa non da poco; hanno bisogno di pochi Volts per funzionare.
Ma cosa dobbiamo fare per adattarli all'alimentazione in modo che non si danneggino irreparabilmente?
Ecco qui la formula:
R = VDC - VL
_________
IL
R (in Ohm, resistenza da applicare in serie al LED) = VDC (tensione di alimentazione applicata al LED), meno VL (la tensione di funzionamento del LED), diviso IL (l'intensità di corrente da applicare al LED).
Esempio: per alimentare a 12 Volt un LED che necessita di una corrente di 20 mA e una tensione di lavoro da 2,5 V occorre mettere in serie al LED una rsistenza da:
12 V - 2,5 V = 9,5 : 0,02 A = 475 Ohm, resistenza con il valore commerciale più vicino = 470 Ohm
Andrea Guzzo
I LED a parer mio sono di una utilità estrema, sono versatili, hanno un bassissimo consumo, si distinguono per lunga durata e cosa non da poco; hanno bisogno di pochi Volts per funzionare.
Ma cosa dobbiamo fare per adattarli all'alimentazione in modo che non si danneggino irreparabilmente?
Ecco qui la formula:
R = VDC - VL
_________
IL
R (in Ohm, resistenza da applicare in serie al LED) = VDC (tensione di alimentazione applicata al LED), meno VL (la tensione di funzionamento del LED), diviso IL (l'intensità di corrente da applicare al LED).
Esempio: per alimentare a 12 Volt un LED che necessita di una corrente di 20 mA e una tensione di lavoro da 2,5 V occorre mettere in serie al LED una rsistenza da:
12 V - 2,5 V = 9,5 : 0,02 A = 475 Ohm, resistenza con il valore commerciale più vicino = 470 Ohm
Andrea Guzzo
Testare gli alimentatori per pc
Un modo semplice e rapido per testare a grandi linee il funzionamento di un alimentatore per pc.
Le problematiche che possono affliggere un alimentatore sono davvero molte, a volte bisogna andare per esclusione ed esperienza per identificarne il malfunzionamento, ma molto più spesso bastano pochi e esemplici controlli per verificare eventuali problemi. Questo può essere anche utile in caso si effettui una prima selezione di stock di alimentatori recuperati, magari da usare per il trashware.
ATTENZIONE! Le spiegazioni contenute in questo articolo sono a puro fine illustrativo e didattico. E' necessario che chi esegue i test abbia un minimo di competenze elettriche / elettroniche, agite a vostro rischio e pericolo! L'autore dell'articolo non può assumersi in nessun caso nessuna responsabilità per danni causati a sè stessi o a terzi!
Il modo più semplice per verificare a prima vista il funzionamento di un alimentatore per pc è quello di fare un controllo sul connettore di alimentazione principale che si interfaccia con la scheda madre.
Collegando l'alimentatore all'alimentazione elettrica e mettendo in corto circuito con l'ausilio di una clips il terminale del cavo VERDE con un qualsiasi terminale di un cavo NERO (massa) si può verificare se l'alimentatore si accende e se si avvia la ventola di raffreddamento (ATTENZIONE! per fare ciò NON è necessario aprire il box dell'alimentatore).
Nel caso ciò avvenga quasi sempre l'alimentatore risulta ok.
Nel caso la ventola non parta sarà necessario effettuare controlli più approfonditi con un tester, (sempre ne valga la pena) ma ciò è consentito solo ad i più esperti...
Se lo ritenete utile una volta individuato il guasto potete procedere alla riparazione...
Andrea Guzzo
Le problematiche che possono affliggere un alimentatore sono davvero molte, a volte bisogna andare per esclusione ed esperienza per identificarne il malfunzionamento, ma molto più spesso bastano pochi e esemplici controlli per verificare eventuali problemi. Questo può essere anche utile in caso si effettui una prima selezione di stock di alimentatori recuperati, magari da usare per il trashware.
ATTENZIONE! Le spiegazioni contenute in questo articolo sono a puro fine illustrativo e didattico. E' necessario che chi esegue i test abbia un minimo di competenze elettriche / elettroniche, agite a vostro rischio e pericolo! L'autore dell'articolo non può assumersi in nessun caso nessuna responsabilità per danni causati a sè stessi o a terzi!
Il modo più semplice per verificare a prima vista il funzionamento di un alimentatore per pc è quello di fare un controllo sul connettore di alimentazione principale che si interfaccia con la scheda madre.
Collegando l'alimentatore all'alimentazione elettrica e mettendo in corto circuito con l'ausilio di una clips il terminale del cavo VERDE con un qualsiasi terminale di un cavo NERO (massa) si può verificare se l'alimentatore si accende e se si avvia la ventola di raffreddamento (ATTENZIONE! per fare ciò NON è necessario aprire il box dell'alimentatore).
Nel caso ciò avvenga quasi sempre l'alimentatore risulta ok.
Nel caso la ventola non parta sarà necessario effettuare controlli più approfonditi con un tester, (sempre ne valga la pena) ma ciò è consentito solo ad i più esperti...
- verificare innanzitutto la tensione a valle del cavo di alimentazione, se la tensione risulta presente controllare che non ci siano falsi contatt;
- sui vari cavi sono presenti le tensioni nominali? Mantenere il terminale del cavo verde e di uno nero (massa) collegati e controllare le tensioni secondo lo schema qui sotto, se le tensioni discostano troppo da quelle nominali allora probabilmente ci saranno problemi elettronici su qualche componente;
- se sui cavi la tensione non risulta presente, allora controllare interruttori e fusibile (normalmente se il fusibile è bruciato identifica un grosso problema a valle sul circuito dell'alimentatore e non proseguo oltre);
- la ventola può anche risultare difettosa perchè bruciata o bloccata, controllare stato meccanico ed elettronico.
Se lo ritenete utile una volta individuato il guasto potete procedere alla riparazione...
Andrea Guzzo
Come mantenere le batterie per cellulari, pc, tablet, etc. in ottima forma
Scopriamone le caratteristiche ed i trucchi per la loro manutenzione.
Con il passare del tempo le batterie contenute nelle nostre apparecchiature perdono in parte la loro efficienza, questo è dovuto in parte al loro normale deterioramento, al modo in cui vengono utilizzate e ad un "effetto memoria" (non tipico però di tutti gli accumulatori).
Non tutte le batterie utilizzate però sono uguali e necessitano dello stesso tipo di manutenzione.
Le batterie al Nichel Metal Idrato o al Nichel Cadmio, molto usate in formato stilo sono sensibili all' "effetto memoria" causato da scariche parziali ripetute. Questo effetto può essere ridotto portando periodicamente la batteria ad una scarica completa ed effettuando successivamente un ciclo di ricarica completo, sono batterie che non patiscono quindi le scariche complete ma anzi ne hanno necessità. Un sistema per scaricarle può essere quello di collegarle ad una lampadina o lasciate collegate all'utilizzatore acceso in modo che si scarichino naturalmente finchè l'utilizzatore non si spenga per effetto dell'esaurimento delle batterie.
Altre batterie come quelle al Piombo (comunemente utilizzate negli autoveicoli), agli Ioni di Litio o al Litio Polimero (queste ultime due presenti in molte apparecchiature come lettori mp3, tablet, cellulari e pc di ultima generazione) non hanno quasi nessun effetto memoria e se scaricate completamente vengono danneggiate.
La cosa peggiore che potete fare per la loro manutenzione è quella di non effettuarne la ricarica completa periodicamente, in particolare per le batterie agli Ioni di Litio e al Litio Polimero. Tutte le apparecchiature elettroniche che contengono queste ultime due tipologie di accumulatori, contengono al loro interno un circuito elettronico di protezione che provvede a segnalarvi quando la batteria è scarica ed a spegnere l'apparecchiatura prima che l'accumulatore sia completamente scarico, in modo da preservarne l'integrità. Se ricaricate periodicamente l'apparecchiatura, anche se non utilizzata, eviterete l'esaurimento completo della carica ed il suo danneggiamento.
Molti circuiti elettronici di protezione però, oltre a preservare le batterie ed a provvedere all'immediato spegnimento dell'apparecchiatura, si calibrano sull'effettiva capacità della batteria stessa. Perchè il circuito possa autoregolarsi indicandovi la reale carica della batteria è necessario periodicamente, provvedere a lasciare l'apparecchiatura accesa sino al suo naturale spegnimento ed a eseguirne immediatamente la ricarica completa. La calibrazione è utile eseguirla ogni 30-40 cicli di ricarica della batteria, in caso di non utilizzo provvedere ad una ricarica completa una volta al mese.
Software di manutenzione: i software più utili sono quelli in grado di disattivare i programmi non in uso del sistema operativo, in questo modo diminuirete l'utilizzo energetico dell'hardware e migliorerete le performance del sistema. I tune-up più approfonditi fateli solo se siete veramente esperti.
ATTENZIONE: potreste trovare in rete alcuni software specifici per scaricare le batterie velocemente in modo da accelerare i tempi di scarica, NON usateli nella maniera più assoluta, attraverso una scarica rapida le batterie si danneggiano molto velocemente!
Un utilizzo regolare e non intenso degli accumulatori ne migliora la durata, così come una ricarica completa ben fatta, a questo fine è utile effettuare la ricarica ad apparecchiatura spenta.
Il calore è nemico degli accumulatori, ne deteriora più rapidamente la loro lunga durata, evitate il più possibile di lasciare le vostre apparecchiature in ambienti caldi, preferite invece zone ventilate.
Per i pc portatili, che hanno le batterie vicinissime alle zone di dissipazione del calore e quindi sottoposte a maggiore stress termico, sono molto utili i supporti con ventilazione, quantomeno riuscirete a limitare nel tempo gli inevitabili danni.
Come potete notare, non tutte le batterie hanno le stesse caratteristiche e non necessitano della stessa manutenzione, prendete l'abitudine di verificare che tipo di batterie sono presenti nelle vostre apparecchiature in modo da capire come dovete comportarvi per la loro manutenzione.
N.B. Il termine batteria è un termine generico, le batterie che provvedono a generare corrente, come per esempio le batterie Nichel-Cadmio, Zinco-Carbone, etc., fanno parte della famiglia dei generatori, sono cioè in grado di generare corrente e non sono ricaricabili, nello specifico le batterie qui sopra citate, generano corrente elettrica per reazione chimica.
Le batterie ricaricabili, come quelle al Piombo, agli Ioni di Litio o al Litio Polimero, etc., fanno parte della famiglia degli accumulatori, sono cioè in grado di accumulare energia elettrica ma non di produrla da sè come per i generatori.
Andrea Guzzo
Con il passare del tempo le batterie contenute nelle nostre apparecchiature perdono in parte la loro efficienza, questo è dovuto in parte al loro normale deterioramento, al modo in cui vengono utilizzate e ad un "effetto memoria" (non tipico però di tutti gli accumulatori).
Non tutte le batterie utilizzate però sono uguali e necessitano dello stesso tipo di manutenzione.
Le batterie al Nichel Metal Idrato o al Nichel Cadmio, molto usate in formato stilo sono sensibili all' "effetto memoria" causato da scariche parziali ripetute. Questo effetto può essere ridotto portando periodicamente la batteria ad una scarica completa ed effettuando successivamente un ciclo di ricarica completo, sono batterie che non patiscono quindi le scariche complete ma anzi ne hanno necessità. Un sistema per scaricarle può essere quello di collegarle ad una lampadina o lasciate collegate all'utilizzatore acceso in modo che si scarichino naturalmente finchè l'utilizzatore non si spenga per effetto dell'esaurimento delle batterie.
Altre batterie come quelle al Piombo (comunemente utilizzate negli autoveicoli), agli Ioni di Litio o al Litio Polimero (queste ultime due presenti in molte apparecchiature come lettori mp3, tablet, cellulari e pc di ultima generazione) non hanno quasi nessun effetto memoria e se scaricate completamente vengono danneggiate.
La cosa peggiore che potete fare per la loro manutenzione è quella di non effettuarne la ricarica completa periodicamente, in particolare per le batterie agli Ioni di Litio e al Litio Polimero. Tutte le apparecchiature elettroniche che contengono queste ultime due tipologie di accumulatori, contengono al loro interno un circuito elettronico di protezione che provvede a segnalarvi quando la batteria è scarica ed a spegnere l'apparecchiatura prima che l'accumulatore sia completamente scarico, in modo da preservarne l'integrità. Se ricaricate periodicamente l'apparecchiatura, anche se non utilizzata, eviterete l'esaurimento completo della carica ed il suo danneggiamento.
Molti circuiti elettronici di protezione però, oltre a preservare le batterie ed a provvedere all'immediato spegnimento dell'apparecchiatura, si calibrano sull'effettiva capacità della batteria stessa. Perchè il circuito possa autoregolarsi indicandovi la reale carica della batteria è necessario periodicamente, provvedere a lasciare l'apparecchiatura accesa sino al suo naturale spegnimento ed a eseguirne immediatamente la ricarica completa. La calibrazione è utile eseguirla ogni 30-40 cicli di ricarica della batteria, in caso di non utilizzo provvedere ad una ricarica completa una volta al mese.
Software di manutenzione: i software più utili sono quelli in grado di disattivare i programmi non in uso del sistema operativo, in questo modo diminuirete l'utilizzo energetico dell'hardware e migliorerete le performance del sistema. I tune-up più approfonditi fateli solo se siete veramente esperti.
ATTENZIONE: potreste trovare in rete alcuni software specifici per scaricare le batterie velocemente in modo da accelerare i tempi di scarica, NON usateli nella maniera più assoluta, attraverso una scarica rapida le batterie si danneggiano molto velocemente!
Un utilizzo regolare e non intenso degli accumulatori ne migliora la durata, così come una ricarica completa ben fatta, a questo fine è utile effettuare la ricarica ad apparecchiatura spenta.
Il calore è nemico degli accumulatori, ne deteriora più rapidamente la loro lunga durata, evitate il più possibile di lasciare le vostre apparecchiature in ambienti caldi, preferite invece zone ventilate.
Per i pc portatili, che hanno le batterie vicinissime alle zone di dissipazione del calore e quindi sottoposte a maggiore stress termico, sono molto utili i supporti con ventilazione, quantomeno riuscirete a limitare nel tempo gli inevitabili danni.
Come potete notare, non tutte le batterie hanno le stesse caratteristiche e non necessitano della stessa manutenzione, prendete l'abitudine di verificare che tipo di batterie sono presenti nelle vostre apparecchiature in modo da capire come dovete comportarvi per la loro manutenzione.
N.B. Il termine batteria è un termine generico, le batterie che provvedono a generare corrente, come per esempio le batterie Nichel-Cadmio, Zinco-Carbone, etc., fanno parte della famiglia dei generatori, sono cioè in grado di generare corrente e non sono ricaricabili, nello specifico le batterie qui sopra citate, generano corrente elettrica per reazione chimica.
Le batterie ricaricabili, come quelle al Piombo, agli Ioni di Litio o al Litio Polimero, etc., fanno parte della famiglia degli accumulatori, sono cioè in grado di accumulare energia elettrica ma non di produrla da sè come per i generatori.
Andrea Guzzo
Proteggere le apparecchiature informatiche da spikes e interferenze
Come proteggere le apparecchiature informatiche dagli spikes e da altre interferenze sulle reti di alimentazione e di segnale?
Gli spikes sono rapide variazioni di tensione a breve durata (da pochi a 100 e oltre millisecondi), capaci di arrecare danni permanenti ai circuiti elettronici o causarne disturbi e cattivo funzionamento, insieme ad altre interferenze ad evoluzione più lenta generalmente meno pericolose.
Tipicamente gli stadi più disturbati o interessati per primi sono i circuiti di alimentazione. Si presentano spesso sulle linee elettriche e di segnale che ci arrivano dall'esterno oppure sono generate sui nostri impianti per esempio da apparecchiature difettose o mal costruite.
Non mancano poi interferenze radio causate dalle più disperate sorgenti ed in alcuni casi molto insidiose.
Per proteggere le nostre apparecchiature informatiche da questi disturbi possiamo mettere in pratica in linea generale alcuni accorgimenti utili:
Andrea Guzzo
Gli spikes sono rapide variazioni di tensione a breve durata (da pochi a 100 e oltre millisecondi), capaci di arrecare danni permanenti ai circuiti elettronici o causarne disturbi e cattivo funzionamento, insieme ad altre interferenze ad evoluzione più lenta generalmente meno pericolose.
Tipicamente gli stadi più disturbati o interessati per primi sono i circuiti di alimentazione. Si presentano spesso sulle linee elettriche e di segnale che ci arrivano dall'esterno oppure sono generate sui nostri impianti per esempio da apparecchiature difettose o mal costruite.
Non mancano poi interferenze radio causate dalle più disperate sorgenti ed in alcuni casi molto insidiose.
Per proteggere le nostre apparecchiature informatiche da questi disturbi possiamo mettere in pratica in linea generale alcuni accorgimenti utili:
- utilizzare apparecchiature e materiale di buona qualità
- su PC desktop verificare l'impiego di alimentatori di buona qualità e con filtri EMI
- inserire gruppi di continuità del tipo senza commutazione e con trasformatore in ingresso
- applicare apparati di protezione: ciabatte, protezioni telefoniche etc.
- ridurre al massimo la vicinanza di altre sorgenti che possano causare interferenze
- utilizzare ove possibile soluzioni schermate
Andrea Guzzo
Sostituzione condensatori gonfi o con perdite di dielettrico
Il problema dei condensatori gonfi o deformati.
I condensatori sono tra i componenti più comuni ed utilizzati in elettronica, in particolare quelli elettrolitici, molto usati per le loro alte capacità di accumulo unita al bassissimo costo.
Sono tra i componenti meno tenuti in considerazione in fase progettuale e costruttiva, spesso vengono fatti lavorare a valori o tensioni di lavoro limite o posizionati in punti critici dove non riescono a dissipare facilmente il calore prodotto.
Talvolta viene anche scelta componentistica alquanto scadente e non corrispondente ai valori nominali dichiarati.
Uno dei problemi più comuni ai quali vanno incontro è il loro rigonfiamento, spesso causato da condizioni critiche di lavoro dove l'elettrolita contenuto all'interno, raggiungendo temperature relativamente elevate, aumentando di volume e indotto alla vaporizzazione, deforma l'involucro metallico causandone il rigonfiamento o l'esplosione, con conseguente fuoriuscita di elettrolita.
Questo problema altera completamente le caratteristiche del condensatore, il quale diventa critico per il circuito e per il suo funzionamento corretto, causando spesso anomalie apparentemente inspiegabili della scheda madre o di altre schede o periferiche.
I guasti causati da condensatori mal funzionanti sono abbastanza comuni, talvolta il circuito interessato riesce a compensare il mal funzionamento che in ogni caso comunque, si riverserà su altri componenti, creando la possibile condizione di una serie di guasti a catena.
Quali soluzioni possiamo dunque adottare?
Inutile dire che un condensatore non integro nel suo funzionamento anche se non dà problemi apparenti nell'immediato prima o poi li creerà.
Guardando la questione sotto il profilo elettronico io preferisco optare per la sostituzione del componente, anche se ciò comunque non è una scelta senza rischi.
E' necessario considerare che si lavora generalmente su schede delicate con circuiti multistrato e con piste in rame molto sottili, chi quindi decidesse di optare per questa scelta faccia molta attenzione. Per chi invece non ha la capacità e le competenze le strade sostanzialmente sono due: lasciare che la scheda lavori sino alla comparsa del guasto e procedere alla sua sostituzione o optare per una scelta migliore, ossia anticipare il guasto con la sostituzione della scheda interessata, in modo da scongiurare ulteriori danni ad altri apparati.
Andrea Guzzo
Schemi per filtri EMI
ATTENZIONE: i filtri sopra illustrati perdono di ogni efficacia se non collegati alla dispersione di Terra!
Andrea Guzzo
La polvere, nemica delle apparecchiature informatiche
Difendiamo i nostri sistemi informatici dalla polvere.
La polvere è d'appertutto, niente di più banale e comune, eppure perchè affrontare questo problema in relazione alle apparecchiature informatiche?
Il problema è nel fatto della sua presenza così scontata, la polvere è una dei nemici più insidiosi delle apparecchiature informatiche eppure quasi nessuno se ne accorge.
Noi tecnici sappiamo bene quanti problemi sia in grado di procurare, spesso troviamo i dissipatori delle CPU letteralmente intasati e le schede letteralmente coperte da un velo non indifferente.
Per chi non lo sapesse o non avesse mai preso in considerazione il problema, sappia che la polvere è in grado di procurare molti danni, agisce in modo subdolo e lentamente nel tempo. Oltre a rallentare il movimento delle ventole di raffreddamento e ad intasare i dissipatori, con la sua coltre può favorire l'accumulo di cariche elettrostatiche, di umidità e la cosa più pericolosa; impedisce la dissipazione del calore, causando un surriscaldamento delle schede elettroniche, con conseguente bruciatura di piste e componenti.
Per aumentare la durata delle nostre apparecchiature basterebbero in realtà pochi accorgimenti, come ad esempio quello di non tenete i box dei pc da tavolo direttamente sul pavimento ma leggermente rialzati, coprire le apparecchiature non in uso, in modo da evitare l'accumulo di polvere, specialmente se in luoghi molto polverosi e soprattutto, utilizzare di tanto in tanto l'aria compressa (per esempio quella in bomboletta) per pulire l'interno dei pc da tavolo, le tastiere, i sistemi di raffreddamento dei portatili e le griglie di ventilazione in genere di monitor e altre apparecchiature.
Andrea Guzzo
La polvere è d'appertutto, niente di più banale e comune, eppure perchè affrontare questo problema in relazione alle apparecchiature informatiche?
Il problema è nel fatto della sua presenza così scontata, la polvere è una dei nemici più insidiosi delle apparecchiature informatiche eppure quasi nessuno se ne accorge.
Noi tecnici sappiamo bene quanti problemi sia in grado di procurare, spesso troviamo i dissipatori delle CPU letteralmente intasati e le schede letteralmente coperte da un velo non indifferente.
Per chi non lo sapesse o non avesse mai preso in considerazione il problema, sappia che la polvere è in grado di procurare molti danni, agisce in modo subdolo e lentamente nel tempo. Oltre a rallentare il movimento delle ventole di raffreddamento e ad intasare i dissipatori, con la sua coltre può favorire l'accumulo di cariche elettrostatiche, di umidità e la cosa più pericolosa; impedisce la dissipazione del calore, causando un surriscaldamento delle schede elettroniche, con conseguente bruciatura di piste e componenti.
Per aumentare la durata delle nostre apparecchiature basterebbero in realtà pochi accorgimenti, come ad esempio quello di non tenete i box dei pc da tavolo direttamente sul pavimento ma leggermente rialzati, coprire le apparecchiature non in uso, in modo da evitare l'accumulo di polvere, specialmente se in luoghi molto polverosi e soprattutto, utilizzare di tanto in tanto l'aria compressa (per esempio quella in bomboletta) per pulire l'interno dei pc da tavolo, le tastiere, i sistemi di raffreddamento dei portatili e le griglie di ventilazione in genere di monitor e altre apparecchiature.
Andrea Guzzo
Pin-out ATX standard connectors
Pin-out connettori USB 2.0 serie A e B
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