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Informatica e spionaggio


 

 

 

 

 

 

 

Dati ed informazioni non si rubano necessariamente e solo con l’informatica. In molti casi si usa una disciplina più comlessa, lo spionaggio...

Forse il concetto di “spionaggio” sembra esagerato, forse evoca immagini alla 007, sicuramente evoca una realtà che è sempre stata presente e non è mai, mai, mai andata in pensione, è un concetto molto esteso che incorpora molte discipline e tecnologie anche complesse (inclusa l'informatica).
Oggi va di moda pronunciare termini come cibersecurity, sicurezza informatica, sicurezza IT, privacy. Termini legati senza dubbio alle problematiche di sicurezza di un comparto molto importante, quello informatico appunto e strettamente legato alla sicurezza dei dati. In molti casi però il furto di dati ed informazioni si gioca in contesti molto diversi o dove il comparto informatico rappresenta solo una parte, a volte anche molto marginale.
Lo sanno bene coloro che vendono articoli come: microspie, microregistratori, software spia ed i prodotti più svariati e particolari, o coloro che come me fanno anche bonifiche da microspie o che si occupano di spionaggio o coloro che si occupano di investigazioni.
Diversi anni fa, nel periodo della crisi finanziaria, la vendita di articoli elettronici da spionaggio era aumentata dell’800%. Un motivo ci sarà stato se la maggior parte degli acquisti erano discreti, fuori bilancio e fatti per la quasi totalità per l’ambito aziendale? Da che mondo e mondo le attività di spionaggio sono sempre esistite, nella storia dell’uomo si sono via via affinate diventando sempre più insidiose con l’ausilio della tecnologia. Ciò le ha rese molto “redditizie” perché molte volte con poco sforzo si ottiene molto.Le attività di furto di dati, informazioni e di controllo viaggiano a volte sul binario informatico, altre volte su altri binari, proteggersi implica prenderli tutti in esame.Le aziende e gli enti che devono far fronte alle problematiche di sicurezza ignorano spesso alcune realtà, pensano che alcune problematiche siano “lontane” e da 007.
Quante sono secondo voi le aziende che nell’ambito della sicurezza contemplano la medesima ad ampio raggio, cercando di prendere in esame tutti gli aspetti ed entrando nei particolari, in un processo di verifica ed ottimizzazione continua? Spesso si blindano i portoni e si lasciano aperte le porticine...

Per far comprendere come la sicurezza sia complessa accenno alcuni fatti realmente accaduti:
- Una azienda molto importante e che a mio avviso aveva anche una buona impostazione di sicurezza, un bel giorno si ritrovo con le immagini pornografiche sul sito al posto delle immagini tecniche, aveva un Security Operations Center. Segnalato il problema l’analista del SOC fu bravissimo a spiegare come era avvenuto l’attacco ma non a spiegare come non se ne fossero accorti. Il SOC non era h24 e non aveva al riguardo impostato i giusti alert, stiamo parlando di una azienda importante a livello infrastrutturale...
- Un giorno chiesi ad un avvocato: <<se domani mattina tutti i tuoi pc spariscono dal tuo ufficio per un furto, magari non tanto per i dati in sé ma per danneggiarti o rallentarti nella difesa di un tuo cliente, in quanto tempo ti rimetteresti in linea?>>, la risposta fu pressappoco: <<perderei molti clienti, cause aperte e si danneggerebbe profondamente l’immagine del mio studio legale perché non saprei come ripartire velocemente, non ho copie dei dati>>. Non aveva infatti nessun tipo di backup...
- Una importantissima azienda si ritrovò ad avere problemi con il furto di dati tramite tecnologie TEMPEST. Intercettavano le comunicazioni sui cavi ethernet… Secondo voi in quel caso, le calze di schermatura dei cavi come andavano configurate?

E non vi racconto altri aneddoti sulle superfici in vetro, nello spionaggio il vetro a volte è provvidenziale, chi si occupa di tecnologie investigative dovrebbe sapere di cosa parlo...
In tutti questi esempi c’è sempre il fattore umano spesso a fare la differenza, la tecnologia ha si i suoi limiti e le sue vulnerabilità ma spesso sono le scelte fatte a favorire in maggior o minor modo attacchi portati a buon fine.
L’umiltà esige la consapevolezza di sentirsi sempre esposti, sapendo che c’è sempre da imparare e che non si possono impedire al 100% le conseguenze degli attacchi ricevuti, ma che il farsi trovare il più possibile preparati limiterà i rischi ed i danni.
Concludendo le mie riflessioni mi permetto di dare umilmente un consiglio: se volete innalzare i livelli di sicurezza nella vostra infrastruttura avete bisogno di qualcuno che vi offra un approccio multidisciplinare, altrimenti siete finiti in pasto ai soliti venditori di prodotti… Ricordate, la sicurezza non è un prodotto, è un processo...
… e se fosse tutto semplice e se bastassero solo la sicurezza informatica e le istituzioni di viglianza non si spiegherebbe come in questi anni c’è chi ancora mette le microspie nei condotti di scarico delle acque reflue di aziende ipertecnologiche..., e non vi spiego bene ne il perché ne il percome, queste sono le mie malizie e le mie competenze (e sicuramente chi appartiene per esempio a certi ambienti militari o investigativi forse ha già capito...).

Buona sicurezza a tutti...

Andrea Guzzo

 

Deep Web, cosa contiene?
















Il Deep Web è l'insieme delle risorse Web normalmente non accessibili attraverso i normali motori di ricerca.
Mentre l'intero Web, nella parte visibile e non, raccoglie diverse centinaia di miliardi di contenuti, a noi normalmente ne risulta visibile una piccolissima percentuale (1-2%). Questo perché non è sempre possibile accedere normalmente a tutte le informazioni.


Cosa contiene la parte più nascosta?
Siti normalmente non indicizzati per motivi di servizio ma anche i contenuti più inquietanti, folli e pericolosi: immagini e filmati pornografici, immagini e filmati legati alla pedofilia, immagini e filmati violenti, siti di vendita di materiale illegale (droga, armi, software), siti governativi appositamente occultati, canali di comunicazione riservati e tutto quello che non si vuole far indicizzare o non è indicizzabile dai motori di ricerca.


I livelli del WEB:

0. Internet
Contiene la parte normalmente visibile ed indicizzata dai motori di ricerca, quella nella quale tutti normalmente navighiamo.

-1. Surface Web
Qui molti contenuti sono ancora normali e legali ma necessitano di accessi tramite proxy server o software specifico. Un esempio comune sono le reti intranet per chi si trova all'interno di reti (per esempio scolastiche o lavorative). È già possibile trovare cose strane con fini non propriamente legali.

-2. Bergie Web
Ancora accessibile tramite motori di ricerca come TOR, altri motori specifici o software specifico. Molti contenuti sono ancora leciti ma spesso non indicizzati dai normali motori di ricerca. Possiamo trovare anche contenuti creativi, pazzi, ridicoli, geniali ma soprattutto anonimi e non facilmente reperibili. Un esempio può essere il sito 4chan (https://www.4chan.org/) che è un motore specifico per contenuti anonimi.
Possiamo dire che il Surface Web ed il Burgie Web, rappresentano una via di mezzo tra il livello pienamente visibile e quello più nascosto.

-3. Deep Web
Questo è il livello più nascosto, fatto da vari sottolivelli, alcuni solo ipotizzati e non comprovati. Da qui inizia l'oscurità, solo alcuni di questi siti sono accessibili tramite la rete TOR, altri tramite altre reti e software specifico. Può contenere siti bannati per termini di violazione di servizio, per contenuti sensibili, per violazione dei diritti d'autore, c'è di tutto, per tutti i gusti, per fini leciti e non e con diversi livelli di segretezza.
In questo livello naviga spesso chi non è propriamente affine alla legalità o chi ha necessità di massima riservatezza e segretezza: traffici umani, traffici di persone, organi, armi, software, informazioni riservate, accessi a siti segreti e strettamente riservati (per esempio siti governativi). Sono presenti gruppi con fini illegali, gruppi di spionaggio e/o controspionaggio, gruppi di indagine.
In questo livello non esiste legge e non esistono regole, molti fanno i propri interessi ed affari.
È un mare immenso e mai completamente sondabile, dove navigarvi per pura curiosità e senza le dovute precauzioni, può riservare qualche brutta sorpresa.
Così come viene infatti costantemente monitorata la rete più visibile e conosciuta, da parte di sistemi di raccolta delle informazioni (es. Echelon e Carnivore) anche questo segmento di comunicazione è costantemente monitorato...


Andrea Guzzo

Quanto vale la sicurezza dei dati in azienda?













Abitualmente definisco i dati e le informazioni aziendali e privati come petrolio, i dati privati ed industriali fanno gola perchè è possibile trarne molto profitto, a livello statistico, commerciale, per atti illegali quali rivendita ad aziende concorrenti, ritorsioni economiche, danneggiamenti dell'immagine, etc.
Gli attacchi che è possibile sferrare per entrarne in possesso sono tanti, è possibile utilizzare per esempio tecniche informatiche, tecniche di spionaggio audio, video e telefoniche, sino a tecnologie molto avanzate come le tecnologie TEMPEST.
Colui che sferra l'attacco utilizzerà le tecnologie più a buon mercato ed in base alle proprie disponibilità economiche, senza però investire somme ingenti è già possibile sferrare attachi spesso molto profiqui.
Da qui, dovrebbe maturare l'idea che i dati e le informazioni, possono essere potenzialmente sempre sotto attacco ed intercettati secondo tecniche e discipline molto diverse.

Ma quanto vale la sicurezza dei dati?

Se riuscissimo a svuotare qualsiasi "contenitore" di tutti i suoi dati, lo renderemmo completamente sterile e privo di identità. I dati ci permettono di mantenere una memoria storica, una identità, di perseguire i nostri fini. Sono realmente nostri fino a quando ne abbiamo il controllo e se cadono in mani sbagliate potremmo subirne danni ingenti.
Per capire quanto valgono i dati, fate finta l'ndomani di averli persi o di averne perso il controllo e vi renderete subito conto di quanto sarebbe stato utile proteggerli...
Investite dunque per la protezione di dati ed informazioni dovrebbe essere un atto abituale e proporzionale all'inportanza delle informazioni trattate.
Il problema è che proteggere i dati ha un costo che molti non sostengono volentieri, ci si affida allora spesso a scelte raffazzonate, ma... il problema sorge quando capita qualcosa di imprevisto e grave. Allora magari ci si accorge di non aver protetto correttamente i dati dei propri clienti, che se va bene abbandonano i nostri servizi, se va male, chiedono i danni sulle nostre inadempienze. Oppure si perdono interi mesi di lavoro su importanti progetti, con l'aggavio dei costi sostenuti e di quelli che si dovranno risostenere per riallineare tutto. Non meno importanti, i rallentamenti e fermi produttivi, perchè mancano di colpo le informazioni da elaborare.
I dati e le informazioni sono il cuore di qualsiasi realtà, non proteggerli o proteggerli male oltre ad essere un atto di irresponsabilità è un atto incauto che potrà ritorcersi a proprio danno.
Chi da valore ai dati ed alle informazioni gestite all'interno della propria attività, lo dimostra in primis nel modo in cui li gestisce e protegge...

Andrea Guzzo

15 domande di autovalutazione sul livello di sicurezza di una attività














Ben inteso, queste poche domande non possono essere esaustive ma vogliono essere utili e se vogliamo provocatorie, per chi normalmente pensa che bastino pochi elementi per mantenere in sicurezza, dati ed informazioni di una qualsiasi attività. Buona riflessione...

1. E' valutata la sicurezza dei dati e delle informazioni aziendali solo a livello IT o a 360 gradi? (Furto, incendio, attività di spionaggio, social engineering, etc.).
Va di moda oggi parlare di sicurezza ed il termine si associa con facilità ed inevitabilmente al comparto informatico. I dati e le informazioni dovrebbero essere visti come un qualcosa di liquido capaci di assumere qualsiasi forma. I dati vengono comunicati a voce, viaggiano su linee elettriche, via cavo, su fibra, insomma in una miriade di modalità.
La sicurezza di una attività inizia dalle serrature e porte di accesso e continua su tutto ciò che comunica e porta dati all'esterno, indifferentemente che siano supporti, tecnologie e persone. Ciò espone ad una miriade di possibilità di attacco per ledere e carpire informazioni utili, una mancanza di attenzione od una focalizzazione solo su alcuni particolari rende fortemente esposti.

2. E' utilizzato abitualmente solo software costantemente aggiornato alle ultime versioni e relativi aggiornamenti di sicurezza?
Utilizzare software non più supportato, che siano sistemi operativi piuttosto che programmi o applicazioni, ci espone in maniera forte a vulnerabilità ed attacchi.

3. Le chiavi degli autoveicoli aziendali in parcheggio sono custodite abitualmente in cassaforte?
La sicurezza di una attività è basata sui dettagli, con un facile accesso ai veicoli, in caso di tentativi di furto, è possibile portare via beni preziosi dell'attività, compresi macchinari, attrezzature, documenti, hardware e software. Tutto ciò che viene rubato può anche essere utilizzato per eventuali estorsioni.

4. Se oggi rubassero tutto l'Hardware aziendale, rimarrebero ancora a disposizione tutti i dati necessari per poter continuare a lavorare?
La resilienza e la continuità del business all'interno di una attività è fondamentale. Qualsiasi attività dovrebbe essere in grado di mantenere la propria capacità operativa a seguito di danni e problemi sui dati e le informazioni, ache se agli inizi ridotta.

5. Il personale aziendale è formato per fronteggiare attacchi di Social Engineering?
I punti deboli non sono solo i sistemi ma anche le persone, se non sono presenti corrette politiche di comportamento e prevenzione, si aprono "voragini" enormi in grado di esporre ad ingenti rischi.

6. Viene revisionato almeno ogni anno lo stato di salute dell'attività sotto il profilo della sicurezza dei dati e delle informazioni?
C'è sempre qualcosa che cambia, c'è sempre di conseguenza la necessità di adattarsi alle vulnerabilità interne ed esterne. Anche se in presenza di disponibilità economiche ridotte, una revisione periodica minima è d'obbligo.

7. Sulle scrivanie, nei momenti di pausa e a fine giornata lavorativa, rimangono fogli e documenti incustoditi?
I dati sono dati, sempre! E' buona norma non lasciarli mai incustoditi.

8. Si usano normalmente apparecchiature tritacarta per distruggere i supporti cartacei prima di buttarli?
I dati sono dati, sempre! Anche quando non servono più, è necessario quindi distruggerli in maniera corretta.

9. E' presa in esame anche la sicurezza telefonica?
Molti telefoni cordless non sono neanche criptati, basta un semplice scanner per ascoltare le telefonate aziendali.

10. Hanno accesso agli archivi e ai dati solo ed esclusivamente le persone preposte?
Se non è possibile definire con precisione, chi può accedere a che cosa, non esiste neanche il livello di sicurezza minimo.

11. Sono di norma bonificati tutti i supporti Hardware in vendita o in rottamazione?
Tutto l'hardware che non serve più e viene venduto, ceduto o rottamato, continua a contenere dati. Senza una cancellazione sicura o distruzione adeguata dei supporti espone a rischi di lettura e recupero dei dati da parte di persone non autorizzate.

12. Se viene collegata una chiavetta USB in grado di simulare una tastiera od un mouse ad uno dei sistemi operativi, viene segnalato il tentativo di frode?
I sistemi di sicurezza non iniziano e non si esauriscono con un semplice antivirus. Sono necessarie più protezioni per dare livelli di sicurezza accettabili.

13. Sono presenti computer e relativi monitor rivolti verso finestre a vetri trasparenti e senza tende?
Se una azienda lavora a progetti importanti, basta un buon binocolo o un buon telescopio per scoprire molte più informazioni di quanto abbiate idea. La concorrenza può essere sempre in agguato...

14. All'interno dei sistemi informatici, vengono trattati solo dati pertinenti all'ente o il personale immette e tratta senza autorizzazione dati propri? (Foto private, film, musica, utilizzo di email private, documenti, software pirata, etc.).
Se i dipendenti di un ente, senza autorizzazione, immettono e trattano dati personali sui sistemi informatici aziendali, rischiano di esporre i sistemi a rischi di sicurezza, a volte anche gravi. Il trattamento delle informazioni deve essere sempre coerente.

15. Vengono rivelati con non curanza: dati, informazioni, politiche, obiettivi aziendali, con persone non pertinenti o vige abitualmente un atteggiamento di massima riservatezza?
La riservatezza è sempre d'oro! Informare le persone sbagliate può esporre a volte anche a grandi rischi.

Andrea Guzzo

29 tipologie di attacco hacker praticabili tramite USB



















Alcuni ricercatori dell'università di Ben-Gurion del Negev, in Israele, hanno identificato ben 29 tipologie di attacco tramite USB, utilizzabili per compromettere computer e dati degli utenti.


Classificati come segue in quattro diverse categorie, a seconda della modalità di attacco:

A) Riprogrammando il micro controllore interno del dispositivo USB. Il dispositivo viene visto dal sistema operativo come una normale periferica USB, ma esegue le operazioni come un altro tipo di periferica (es. simulazione di una tastiera);

B) Riprogrammando il firmware del dispositivo USB per eseguire azioni dannose (come download di malware, estrazione di dati, ecc.);

C) Non riprogrammando il firmware del dispositivo USB, ma sfruttando i difetti relativi al modo in cui i sistemi operativi interagiscono normalmente con i protocolli / standard USB;

D) Attacchi elettrici basati su periferiche USB.



A) Attacchi USB con micro controller riprogrammabili:

1) Rubber Ducky - Una piattaforma di attacco per iniezione USB, rilasciata nel 2010. Una volta connessa ad un computer, la chiavetta USB Rubber Ducky viene vista come una normale tastiera che impartisce una sequenza di tasti pre caricata;

2) Piattaforma di attacco PHUKD / URFUKED - Simile a Rubber Ducky, consente ad un utente malintenzionato di selezionare l'ora in cui si impartisce la sequenza dei tasti;

3) USBdriveby - Fornisce un'installazione rapida nascosta di backdoor e sovrascrive rapidamente le impostazioni DNS su un host, emulando una tastiera e un mouse USB;

4) Evilduino - Simile a PHUKD / URFUKED, ma con micro controllori Arduino. Funziona anche emulando una tastiera / mouse e può inviare sequenze di tasti / movimenti del cursore del mouse, in base a uno script pre caricato;

5) Canale USB involontario - Un trojan hardware USB proof of concept (POC), che estrapola i dati voluti;

6) TURNIPSCHOOL (COTTONMOUTH-1) - Un impianto hardware nascosto all'interno di un cavo USB (viluppato da NSA);

7) Attacco RIT tramite archiviazione di massa USB - Attacco descritto in un documento di ricerca. Si basa sulla modifica del contenuto dei file mentre la periferica di archiviazione di massa USB è collegata al computer di una vittima;

8) Attacchi su dongle USB wireless - Una categoria di attacchi esplorata per la prima volta con il rilascio della piattaforma di attacco KeySweeper di Samy Kamkar, uno strumento che registra segretamente e decodifica le battute da molte tastiere wireless RF Microsoft;

9) Default Gateway Override - Un attacco che utilizza un micro controllore per spoofare un adattatore Ethernet USB, sovrascrive le impostazioni DHCP e dirotta il traffico locale.



B) Riprogrammazione maliziosa con attacchi del firmware delle periferiche USB:

10) Attacchi HID basati su smartphone - Descritti per la prima volta in un documento di ricerca, i ricercatori hanno creato driver di gadget Android personalizzati, per sovrascrivere il modo in cui Android interagiva con i dispositivi USB. Il driver dannoso ha interagito con l'API del gadget USB di Android per simulare dispositivi USB con tastiera e mouse collegati al telefono;

11) DNS Override di Firmware USB modificato - I ricercatori hanno modificato il firmware di un'unità flash USB e lo hanno utilizzato per emulare un adattatore Ethernet, che ha consentito loro di dirottare il traffico di rete locale;

12) Emulazione della tastiera tramite firmware USB modificato - Diversi ricercatori hanno mostrato come avvelenare il firmware delle unità flash USB, iniettando codice con emulazione tastiera [vedi punti 1 , 2 , 3];

13) Patch di partizione nascosta - E' stato dimostrato come una chiavetta USB può essere riprogrammata per comportarsi come una normale unità, creando una partizione nascosta che non può essere formattata, consentendo l'estrazione di dati nascosti;

14) Patch di bypass per la protezione della password - Una piccola modifica del firmware di un'unità flash USB, consente agli aggressori di ignorare le password utilizzate per la protezione delle unità flash USB;

15) Breakout della macchina virtuale - I ricercatori hanno utilizzato il firmware USB per uscire dagli ambienti delle macchine virtuali ed interagire con le macchine fisiche;

16) Boot Sector Virus - I ricercatori hanno utilizzato un'unità flash USB per infettare il computer prima dell'avvio [vedi punti 1 , 2];

17) iSeeYou - Programma POC che riprogramma il firmware di una classe di webcam iSight interne di Apple, in modo che un utente malintenzionato possa catturare in modo nascosto, video e foto dalla webcam senza l’accensione del LED.



C) Attacchi basati su dispositivi USB non programmati:

18) CVE-2010-2568 - Exploit LNK utilizzato da malware Stuxnet e Fanny;

19) Backdoor USB in host Air-Gapped - Attacco utilizzato dal malware Fanny, sviluppato da Equation Group (nome in codice per la NSA). L’attacco utilizza l'archiviazione USB nascosta per archiviare i comandi preimpostati che mappano i computer in reti air-gap. Le informazioni sulle reti vengono salvate nella memoria nascosta dell'unità flash USB.

20) Nascondere dati su dispositivi di archiviazione di massa USB - Una vasta raccolta di trucchi per nascondere malware o dati rubati all'interno di un'unità flash USB;

21) Sfruttamenti dell’AutoRun - Esecuzione automatica di file predeterminati, che si trovano nella memoria di un dispositivo USB;

22) Attacchi Cold Boot - Ovvero l'attacco sulla RAM . Gli aggressori possono archiviare un dump di memoria su un'unità flash USB ed estrarre i dati dalla RAM tramite un dispositivo USB;

23) Attacchi basati su buffer overflow - Diversi attacchi che si basano sullo sfruttamento del buffer del sistema operativo quando un dispositivo USB viene inserito in un computer. Ciò accade perché i sistemi operativi enumerano i dispositivi e le funzioni (eseguono determinate operazioni predeterminate) quando viene inserito un dispositivo USB [vedi punti 1 , 2 , 3 , 4];

24) Aggiornamento driver - Attacco molto complesso che si basa sull'ottenimento di un Certificato VeriSign Classe 3 e sull'invio di driver, che vengono automaticamente consegnati e installati sui PC degli utenti quando viene inserito un determinato dispositivo USB. Questo attacco è possibile, ma molto difficile da attuare nel mondo reale.

25) Aggiornamento firmware del dispositivo (DFU) - Gli utenti malintenzionati possono utilizzare l'aggiornamento firmware del dispositivo (DFU), un processo legittimo supportato dallo standard USB, per aggiornare il firmware legittimo locale a una versione dannosa o vulnerabile.

26) USB Thief - Un dispositivo USB basato su un malware per il furto di dati scoperto da ESET .

27) Attacchi su smartphone tramite la porta USB - Gli utenti malintenzionati possono nascondere e distribuire malware (dannosi) caricando la batteria tramite connessione USB.

28) Attacco USBee - Il bus dati del connettore USB emette emissioni elettromagnetiche che possono essere utilizzate per estrarre i dati.



D) Attacchi elettrici:

29) USB Killer - Danneggiare parti hardware, inserendo un dispositivo USB che crea corto circuiti o che tramite programma, attiva una sovratensione elettrica sui componenti hardware (questa attività è possibile anche iniettando codice sul sistema operativo, per esempio tramite connessione di rete).



Il gruppo di ricerca dell’univerità di Ben-Gurion ha indicato in dettaglio tutti questi attacchi in un articolo pubblicato sulla rivista ScienceDirect.

Lo scopo della ricerca era di informare dei molti modi in cui i dispositivi USB possono essere abusati per infettare i sistemi operativi, usarli in modo arbitrario, o rubare segretamente i dati.
Ne consegue che le periferiche USB andrebbero sempre utilizzate in modo opportuno, cercando di prevenire gli usi illeciti e malevoli.


Andrea Guzzo

WiFi hacking su modem/router Sitecom 300N X2

In questo video, mostro come è possibile attaccare una rete wireless, sfruttando una debolezza sulla funzione WPS.

https://www.youtube.com/watch?v=eZ2L3WkNIjQ





















Molti modem/router hanno una funzione chiamata WPS, utilizzata per connettere velocemente a sè nuove periferiche in wireless dotate della stessa funzione.
E' stata scoperta una vulnerabilità che consente di collegarsi senza autorizzazione. Le nove apparecchiature, sembra abbiano risolto la vulnerabilità, ma non tutte le appliance in uso attuale sono prive di questa falla di sicurezza.
Nel video, svolgo l'attacco in maniera molto semplice, partendo da un sistema operativo Windows, con il semplice ausilio di Dumpper e Jumpstart.
Il consiglio generale che posso dare, è sempre quello di disattivare tutto ciò che non è strettamente indispensabile, dovunque posso, lascio sempre questa funzione disattivata...

Attenzione! Il video è a puri fini didattici e dimostrativi, conducete test e attacchi simulati nel pieno rispetto delle leggi!


Andrea Guzzo

Attacco hardware con USB Rubber Ducky e alcune soluzioni

Per attacco bad usb si intende una tecnica tramite la quale si infetta con malware tramite periferiche usb, la classica chiavetta di memoria per intenderci.
Molti antivirus però consentono di rilevare immediatamente anche questo tipo di minaccia, senza contare che negli ambienti più protetti è vietato l’uso delle chiavette usb di memoria.
Come può raggirare il problema un malintenzionato?

USB Rubber Ducky



Artraverso una USB Rubber Ducky è possibile simulare una comunissima tastiera USB.
In questo modo, la periferica, non essendo riconosciuta come una unità di memoria esterna, una volta collegata, può agire indisturbata eseguendo degli script preconfezionati. Simulando in tutto e per tutto una tastiera e lanciando i comandi scelti.
Le istruzioni da eseguire, così come le informazioni utili sottratte, vengono memorizzate all'interno di una Micro SD inserita nel Kit.
Una tipologia di attacco quindi diretta e ravvicinata.


Una rapida soluzione...

Difficilmente un buon antivirus interverrà, almeno chè non interpreti l'esecuzione dei comandi come qualcosa di sospetto.
Si può installare un software con autoprotezione, che consenta in modo selettivo il funzionamento delle periferiche USB scelte. In questo modo le periferiche non riconosciute dal programma non potranno comunicare dati.
Un'altra soluzione, ancora più veloce, economica e pratica, è installare un programma come G DATA USB Keyboard Guard,





il quale riconosce in automatico finte periferiche camuffate da tastiera. In questo modo, ogni tastiera hardware simulata, verrà prontamente riconosciuta e bloccata.

Andrea Guzzo

Apparecchiature informatiche e privacy

Anche le apparecchiature apparentemente più innocue possono violare la vostra privacy.












Molti software e hardware di uso comune, raccolgono, memorizzano, inviano dati a nostra insaputa, i pericoli sono sempre in agguato e spesso si possono celare nei prodotti apparentemente più innoqui.
Tra i dispositivi più comuni troviamo scanner, fotocopiatrici e stampanti.

Da molti anni, molte apparecchiature di scannerizzazione e di stampa, memorizzano nei propri chip o sui sistemi operativi, informazioni riguardo documenti stampati o scansionati e possono in taluni casi, anche inviare dati statistici in remoto, attraverso le vostre connessioni di rete.

Dalla metà degli anni '90 per esempio, attraverso un semplice sistema steganografico, tutte le fotocopiatrici e stampanti a colori inseriscono all'interno delle immagini stampate, sequenze sparse di puntini gialli o di altro colore. Questi puntini, apparentemente casuali, corrispondono ad un pattern ben preciso, attraverso questo watermark latente si possono marcare in modo univoco le stampe.
















Questo consente di poter risalire attraverso le analisi delle immagini a: marca, modello, numero seriale dell'apparecchiatura o altre informazioni utili, come ad esempio, data e ora di stampa, in modo da poter rintracciare se possibile attraverso la rete di vendita l'eventuale acquirente od avere comunque la prova che una determinata immagine sia stata stampata da un determinato apparecchio.
Il sistema è stato ideato per tracciare la stampa di banconote false, stampe illecite o per indagini e prevenzioni antiterroristiche.
I sistemi steganografici usati per nascondere l'esistenza di informazioni si perdono nella notte dei tempi, ma anche se le finalità perseguite possono avere fini preventivi si pongono altre questioni di sicurezza e privacy.
Analizzando il problema sotto il profilo della sicurezza possiamo comprendere quante informazioni in chiaro o steganografate possano rimanere in modo latente: su supporti cartacei o simili, all'interno dei software, dei PC o delle periferiche stesse e quanti dati potrebbero essere spediti via rete a nostra insaputa.
Queste problematiche apparentemente banali possono diventare pericolose, specialmente quando parliamo di spionaggio.
Mentre per quanto riguarda il trattamento dei dati o la bonifica dei supporti, le legislazioni dei vari paesi si orientano sempre più verso regolamentazioni condivise, in altri casi i problemi sotto il profilo della sicurezza risultano ancora irrisolti in quanto non esistono allo stato attuale normative che regolarizzino l'uso di determinate strategie.

Resta quindi alle aziende l'eventuale interesse (e dico eventuale perchè si preferisce ignorare il problema) di interpellare personale specializzato in problemi di sicurezza e di prendere adeguati provvedimenti, ivi comprese, laddove necessario, le eventuali problematiche di bonifica delle periferiche stesse...


Andrea Guzzo

Header e-mail

Interpretare e comprendere gli header email.













Questo articolo non vuole essere esaustivo in quanto la meccanica di spedizione e ricezione email è molto complessa, per coloro che volessero comprenderla in maniera approfondita consiglio documentazioni molto più corpose, in particolare testi di hacking e reti.
Ad ogni modo, imparare ad analizzare anche in modo veloce gli header di una mail può tornarci molto utile, in particolare se ci occupiamo di ethical hacking e sicurezza.

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NB Questi header sono stati alterati per motivi di privacy
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Delivered-To: destinatariomail@google.com
Received: by 10.241.49.149 with SMTP id v21cbp25485ibf;
        Sun, 11 Mar 2011 07:54:31 -0701 (PDT)
Received: by 10.216.142.169 with SMTP id
          o41vr5294762wei.121.1321477670107;
        Sun, 11 Mar 2011 07:54:30 -0701 (PDT)
Return-Path: <mittentemail@gmail.com>
Received: from mail-wb0-f281.google.com
        (mail-wb0-f281.google.com [84.165.99.181])
        by mx.google.com with ESMTPS
        id r80si13217428weq.60.2012.03.11.07.54.29
        (version=TLSv1/SSLv3 cipher=OTHER);
        Sun, 11 Mar 2011 07:54:30 -0701 (PDT)
Received-SPF: pass (google.com: domain of mittentemail@gmail.com
    designates 84.165.99.181 as permitted sender)
    client-ip=84.165.99.181;
Authentication-Results: mx.google.com; spf=pass (google.com:
    domain of mittentemail@gmail.com designates
    74.125.82.181 as permitted sender)
    smtp.mail=mittentemail@gmail.com;
    dkim=pass header.i=@gmail.com
Received: by mail-wb0-f281.google.com with SMTP
        id m13ss2853269wer.40
        for <destinatariomail@gmail.com>;
        Sun, 11 Mar 2011 07:54:29 -0701 (PDT)
DKIM-Signature: v=1; a=rsa-sha256; c=relaxed/relaxed;
        d=gmail.com; s=23120113;
        h=message-id:date:from:user-agent:mime-version:to:subject
         :content-type:content-transfer-encoding;
        bh=btVLAPaMvetb96t+LGOKwLbzEXxLYBHeSRrouTNoZSQ=;
        b=Z5Zp0nHEjtiv4HWaUIlS2y3PsnKKxuVpvI3ohb6gWhQ/gcktmbnLXCWskHs
         WlxA+I5lhS4MuAkZyngsMBYBp7yVhsdbhskpqAnB8JSmbesCqhx/K6Ca3xHI
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         ZBQg==
Received: by 10.182.78.233 with SMTP id e9mr2012859wix.0.1331469646;
        Sun, 11 Mar 2011 07:54:29 -0701 (PDT)
Return-Path: <mittentemail@gmail.com>
Received: from [192.x.x.x]
        (dynamic-adsl-xx-xx-xxx-xxx.clienti.alice.it. [100.63.2s2.563])
        by mx.google.com with ESMTPS
        id w0sm434829wiy.2.2012.03.12.88.53.20
        (version=SSLv3 cipher=OTHER);
        Sun, 11 Mar 2011 07:54:29 -0701 (PDT)
Message-ID: <4F5CBCA6.6020302@gmail.com>
Date: Sun, 11 Mar 2011 15:54:30 +0100
From: "nomedelmittente." <mittentemail@gmail.com>
User-Agent: Mozilla/5.0 (X11; U; Linux i686; en-US; rv:1.9.2.24)
     Gecko/20111109 Thunderbird/3.1.16
MIME-Version: 1.0
To: "destinatariomail@gmail.com" <destinatariomail@gmail.com>
Subject: Prova
Content-Type: text/html; charset=ISO-8859-15
Content-Transfer-Encoding: 7bit

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN">
<html>
  <head>

    <meta http-equiv="content-type" content="text/html;
                                  charset=ISO-8859-15">
  </head>
  <body text="#000000" bgcolor="#ffffff">
    Prova
  </body>
</html>
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Delivered-To - è il destinatario della mail

Received - ci informa in merito al percorso che la nostra mail ha fatto dal momento in cui è stata ricevuta andando via via indietro risalendo al mittente.

Return-Path - è la mail che riceverà un eventuale nostro messaggio di risposta

Subject - è l'oggetto della mail

 </head>
<body text="#000000" bgcolor="#ffffff">
    Prova
  </body>
</html>

in queste stringhe possiamo individuare il contenuto del messaggio "Prova" insieme alle indicazioni del corpo del testo e del suo colore

Date - è la data di invio del messaggio

From - è il mittente del messaggio



E' possibile recuperare inoltre altre informzioni utili degne di nota, come ad esempio:

Received: from [192.x.x.x]
        (dynamic-adsl-xx-xx-xxx-xxx.clienti.alice.it. [100.63.2s2.563])

- in queste righe possiamo individuare l'indirizzo ip del pc nella lan e l'indirizzo ip esterno che risulta in questo caso essere dinamico, insieme al nome del provider adsl con il quale abbiamo stipulato il contratto

User-Agent: Mozilla/5.0 (X11; U; Linux i686; en-US; rv:1.9.2.24)
     Gecko/20111109 Thunderbird/3.1.16

- qui individuiamo: il browser web Mozilla Firefox/5.0, sistema operativo (Linux i686), server grafico (x11), programma di posta (Thunderbird/3.1.16).


Andrea Guzzo

E' possibile intercettare un telefono cordless?

Il telefono a filo è sempre più desueto e scomodo, ma i telefoni cordless sono in grado di garantirci la stessa sicurezza?

Facciamo qualche semplice confronto su alcuni modelli...



Modelli giapponesi a 49 Mhz: Panasonic e similari.














Si possono ascoltare facilmente con qualsiasi scanner sintonizzabile sui 46-49 Mhz in Fm. La clonazione è facilissima, a causa del basso numero di chiavi elettroniche usate su questi modelli.
Si trovano sul mercato a prezzi molto convenienti ma sono completamente insicuri, a voi il rischio...



Modelli Omologati a 900 Mhz: Telecom, Urmet, Italtel, Sony etc.














Si possono ascoltare facilmente con qualsiasi scanner sintonizzabile sui 959.000-960.000 Mhz in Fm. Un buon numero di chiavi digitali rendono diffile la clonazione telefonica.
Sono un po' più sicuri dei precedenti, hanno un prezzo più elevato, mettono maggiormente al riparo da clonazioni ma non dagli ascolti indesiderati.



Modelli DECT a 1800 Mhz: Telecom, Philips, Nokia, etc.


A causa dell'alta frequenza, della modulazione digitale, dell'utilizzo di tecniche di codifica digitali usate, i dati trasmessinon non sono intercettabili con un comune scanner ed è molto difficile la clonazione del telefono.  
Hanno un grado di sicurezza molto più elevato dei precedenti e permettono l'utilizzo fuori dalla portata degli ascolti indesiderati.



I telefoni cordless sono molto comodi e pratici, ma l'acquisto non va lasciato al caso...
Se non volete spendere, fareste meglio ad usare ancora un telefono a filo.
Nel caso invece preferiate la comodità, rivolgetevi solo sull'acquisto di telefoni di qualità ed a connessione criptata, ce ne sono molti in commercio. 
Costeranno sicuramente di più, ma incorrerete più difficilmente in problemi di ascolto indesiderati ed in pericoli di clonazione, che potrebbero far diventare salata la vostra bolletta telefonica.
Diversamente, il burlone o l'appassionato radio di turno che si divertono ad ascoltare le vostre telefonate,  qualche soggetto interessato ad informazioni riservate o qualcuno interessato ad usare la vostra linea telefonica per effettuare chiamate, potrebbero avere la meglio ed agire a vostro danno...


Andrea Guzzo

Il social engineering

Scopriamo che cos'è e come viene usato.




















Il social engineering o ingegneria sociale è un termine usato molto nel settore informatico dove viene applicato nell'ambito dell'haking ma è una disciplina molto datata presa in prestito dall'ambito dello spionaggio e dalle attività d'inteligence.

Racchiude nel suo interno attività di studio, spionaggio, investigazione, manipolazione e persuasione dei soggetti finalizzata ad ottenere informazioni utili dalle persone o inducendole a muoversi, pensare e fare azioni utili per i nostri scopi.
Ci si avvale dell'arte della finzione, della dissimulazione, nascondendo la propria vera identità ed obiettivi e assumendo di volta in volta anche identità diverse, in certi ambiti può essere un'attività anche altamente rischiosa.
E' una delle strategie più comuni utilizzate in ambito militare, politico, sociale e d'inteligence.
L'attacco quindi può essere realizzato da una singola persona come da un gruppo e rivolto ad un singolo individuo come a gruppi o masse di persone.
Pazienza, determinazione, intuito, capacità di osservazione e deduzione, di analisi, di sintesi, capacità di mentire e dissimulare, nozioni di psicologia ed altre conoscenze, sono importanti ed in molti casi fondamentali per poter arrivare al proprio obiettivo con successo.

A grandi linee il sistema di attacco inizia sempre cercando tutte le informazioni utili sulla vittima prescelta, è necessario acquisire le informazioni nel modo più completo possibile e procedere poi ad una verifica dei dati ottenuti.
Per ottenere le informazioni, il sistema di attacco verso la vittima può essere sostanzialmente diviso in tre strategie diverse:

- Acqusire le informazioni utili solo in modalità indiretta, ossia senza entrare mai in contatto con la vittima, si può applicare per esempio ottenendo informazioni da altre persone (segretarie, colleghi di lavoro, conoscenti, familiari, etc.), acquisendo o sottraendo materiale audio, video, cartaceo o digitale, apparecchiature elettroniche usate dalla vittima, importanti anche le intercettazioni ambientali e telefoniche, studi psicologici e comportamentali del soggetto (molto utili anche nel caso in cui l'obiettivo sia un gruppo o una massa di persone) etc.

- Acquisire le informazioni entrando in contatto diretto con la vittima attraverso la frequentazione, se si riesce a comunicare fiducia e a suscitare interesse la vittima diventa molto vulnerabile, può abbassare la propria guardia e darvi molte informazioni che in altre situazioni non vi avrebbe mai rivelato, è in una posizione comunque dove può risultare più efficace un vostro tentativo di controllo.

- Acqusire le informazioni utilizzando una tecnica mista, in questo caso si applicano le due strategie sopracitate.

Successivamente si passa alla seconda fase, ossia l'elaborazione di una strategia o piano di attacco, è importante dire che questa fase non deve prendere necessariamente il posto alla prima, ma può anche viaggiare in parallelo, per aumentare le probabilità di successo è necessario che la pianificazione sia la più dettagliata possibile e ricca di piani alternativi, nel caso qualcosa vada storto.

A questo punto si passa alla fase finale di attacco vero e proprio atta a colpire la vittima o le  vittime e arrivare al proprio obiettivo.

L'elaborazione e la realizzazione di ogni passaggio o dell'intera operazione possono richiedere da poche ore a tempistiche molto lunghe, talvolta anche anni, è tutto relativo alla complessità del piano e dell'obiettivo.

Il social engineering o ingegneria sociale è in realtà una materia molto complessa ed applicata in tantissimi ambiti, anche quelli più quotidiani della nostra vita, maggiori sono igli interessi in gioco nell'ottenere un risultato e più forti e complesse sono le strategie applicate, non a caso, tra gli ambiti più coinvolti troviamo: l'ambito politico, militare, economico ed ovviamente il più importante, ossia quello sociale in genere.

Possiamo dire che il social engineering è una disciplina sociale molto complessa ed articolata che interessa tangenzialmente molti ambiti ed altre discipline.

E' in poche parole: l'arte dell'acquisire, studiare, carpire informazioni, dirigere ed infine portare a termine i propri obiettivi.


Andrea Guzzo

TEMPEST technologies (Transmitted Electro-Magnetic Pulse/Energy Standards and Testing)

Alcuni sistemi di spionaggio poco conosciuti, ma non per questo poco usati nello spionaggio industriale.











Quando parlo di sicurezza con i miei interlocutori, faccio generalmente una fatica immensa nel far comprendere quali possano essere le reali problematiche in gioco. La sicurezza, è alcune volte recepita ed applicata in maniera distorta, ed uno degli errori più comuni è quello di analizzare le problematiche relative solo al settore interessato.
La SICUREZZA intesa nel concetto più profondo del termine, va vista e interpretata da diverse angolazioni, parliamo di un processo nel quale devono necessariamente convergere più conoscenze tecniche.

Nel campo  informatico per esempio il concetto di sicurezza è estremamente limitato, in realtà ne sono vittime anche gli stessi specialisti del settore, e uno degli errori più comuni è quello di non comprendere per esempio, come i processi di sicurezza, siano strettamente legati a molte problematiche, come quelle elettroniche. In questo articolo, vorrei proprio esporre delle problematiche poco conosciute che possano fare da esempio.
Prima però di terminare questa premessa ed addentrarci in un argomento che reputo molto interessante, vorrei sottolineare come molte tecnologie poco conosciute ed usate possano essere molto pericolose.

A cosa pensereste se vi dicessi, che già da molto tempo, esistono tecnologie che permetterebbero attraverso l'intercettazione di onde e campi elettromagnetici, di riprodurre a distanza per esempio quello che state visualizzando sul monitor del vostro PC?













Per quanto questa affermazione possa sembrare fantascientifica, stiamo parlando di pura realtà...


Addentriamoci quindi in un argomento interessantissimo, legato a spionaggio e controspionaggio, parliamo di TEMPEST (Transmitted Electro-Magnetic Pulse/Energy Standards and Testing).

TEMPEST è una tecnologia non nuova, le prime teorie sulla ricodifica dei campi elettromagnetici, sono apparse per esempio nella letteratura almeno intorno al 1967, (escludendo il TEMPEST sonoro che comunque è molto più datato o quello luminoso, più recente) ed a partire dalle prime formulazioni, queste teorie e tecniche, hanno suscitato via via sempre più interesse negli ambenti tecnologici e di ricerca.
TEMPEST è frutto di ricerche universitarie e di sperimentazioni, perfezionato in ambito di intelligence e militare, è ormai usato e conosciuto in tutti i paesi. Le attrezzature utilizzate ad alti livelli sono in grado di captare segnali elettromagnetici, acustici o luminosi provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ambienti, superfici, segnali luminosi, a seconda dei casi anche a diverse centinaia di metri, la distanza varia a seconda delle apparecchiature usate, dal tipo di segnale da captare e dalle condizioni critiche.
Essendo una tecnologia ormai conosciuta anche in ambito civile, viene usata nello spionaggio industriale. Senza ricorrere ad apparecchiature di altissimo livello, in alcuni casi anche con spese "esigue", si riescono ad utilizzare apparati a basso costo per carpire informazioni utili.

Ma cosa si può fare con questa tecnologia? Si possono per esempio vedere a distanza le immagini riprodotte sul monitor del vostro computer, sapere quali tasti state premendo sulla tastiera di un PC o di un cellulare, vedere le immagini dei monitor delle vostre telecamere di videosorveglianza, intercettare e decodificare segnali luminosi, ascoltare rumori ambientali e molto di più. TEMPEST prima di essere una tecnologia, è una strategia che si interessa di rilevare a distanza, dei segnali di diversa entità impercettibili spesso all'uomo, ma non alle apparecchiature elettroniche, che appositamente adattate o costruite, permettono quindi di reinterpretare i segnali e ricostruire le informazioni.

In queste due fotografie consecutive, potete vedere un esempio di tecnologia TEMPEST realizzata con apparecchiature amatoriali. Sono captati i segnali emessi da un monitor all'interno di un'altra stanza dello stesso appartamento:











 
Esperimento e foto di Flavio Bernadotti















In queste due foto potete vedere un ricevitore TEMPEST test elettromagnetico, completo di apparato ricevente, monitor, antenna.

Fig. 1

























(Tanaka Hidema et al. NICT - Journal of the National Institute of Information and Communications Technology Vol. 52 Nos. 1/2 2005 - fig. 1 pag. 215)


In quest'altra foto invece, potete vedere un ricevitore TEMPEST test, preparato per captare le emissioni elettromagnetiche del PC (posizionato di fronte e visibile al fondo del laboratorio), e visualizzare le informazioni presenti sul monitor,

Fig. 12













(Tanaka Hidema et al. NICT - Journal of the National Institute of Information and Communications Technology Vol. 52 Nos. 1/2 2005 - fig. 12 pag. 219)

Questo illustrato di seguito è un sistema professionale di alta gamma, il DSI-1550A TEMPEST Test System, prodotto dalla Dynamic Sciences International Inc. 























Si può realizzare un sistema anche attraverso apparecchiature piccole e compatte a prezzi contenuti...
















Come ho accennato, i sistemi TEMPEST coinvolgono anche il campo dell'acustica, qui di seguito una vista d'insieme di alcune apparecchiature utilizzate.











   


Rispetto ai sistemi TEMPEST elettromagnetici, il TEMPEST acustico può comportare in alcuni casi soluzioni molto semplici ed economiche, si fa uso di sistemi di intercettazione audio con l'ausilio di microfoni ambientali, omnidirezionali o direzionali, puntati verso l'ambiente da intercettare (talvolta con l'ausilio di parabole). Si usano anche microfoni adatti per captare vibrazioni attraverso muri, vetri, ecc.. Nei sistemi più complessi si fa largo uso anche di apparati laser che opportunamente puntati, captano le vibrazioni sulle superfici.
Il TEMPEST acustico, sul quale ho condotto molti esperimenti presenta infinite possibilità, viene per esempio particolarmente usato, nel caso in cui sia impossibile o rischioso piazzare microspie, apparati di registrazione (a nastro o a supporto solido) in ambienti direttamente inaccessibili o sottoposti a controlli e bonifiche ambientali preventive. 

Le fonti sonore intercettate possono essere elaborate in fase successiva, riequalizzate e filtrate, si arriva persino ad intercettare il rumore dei tasti premuti sulla tastiera del PC, di apparecchiature telefoniche, ecc., molte delle quali emettono suoni con frequenze diverse durante la pressione dei vari tasti (ecco perchè in taluni casi una tastiera afona e con pulsanti in gomma può risultare molto più discreta...). 
Spesso la fase di pulizia e rielaborazione del segnale rappresenta la parte più lunga e impegnativa del lavoro, si usano programmi professionali per l'elaborazione del suono, software vari, sistemi euristici appositamente progettati per imparare ad interpretare i segnali. E' persino possibile addestrare un software perchè possa riconoscere i vari soggetti a partire dai diversi stili di battitura sulla tastiera, tipici di ogni persona.
Il TEMPEST acustico può raggiungere quindi livelli anche molto complessi ed essere anche nei casi più impensabili, molto efficace e soprattutto discreto...

Nell'ambito invece del TEMPEST ottico, parliamo di sistemi molto particolari, mirati a captare segnali luminosi come quelli di un LED, di un laser, segnali infrarossi, ecc.

In alcune apparecchiature per esempio, le sorgenti luminose vengono modulate in parallelo ai dati trattati, se la fonte luminosa viene intercettata, è possibile tentare una ricodifica. E' una tecnologia molto particolare sulla quale non si conoscono ancora tutte le possibilità adottate, molte soluzioni d'impiego sono ancora riservate.


Fotocellula industriale











Nella figura illustrata qui sopra possiamo vedere una fotocellula di comune uso industriale che, combinata con apparati ottici, può essere per esempio utilizzata per decodificare segnali luminosi a distanza.

Per farvi un esempio pratico, e dimostrarvi come addirittura diverse apparecchiature molto semplici di uso quotidiano possano intercettare e vedere quello che noi a volte non vediamo ad occhio nudo, ho effettuato questo semplice esperimento:

ho utilizzato un semplice telecomando TV che come forse alcuni di voi sapranno, emette dei segnali infrarossi, ho fotografato il segnale luminoso emesso dal LED, nelle foto qui di seguito potete vedere il risultato:








 
Esperimento e foto - AG







Il segnale luminoso emesso è rilevabile da webcam, telecamere, macchine fotografiche, cellulari, ecc. Dall'inquadratura del display dell'apparecchio usato per la ripresa, è possibile vedere il LED accendersi e spegnersi ripetutamente con una determinata frequenza che cambia a seconda del tasto del telecomando selezionato, lo stesso segnale è rilevabile anche da apparecchiature professionali di laboratorio elettronico. 
Sarebbe quindi possibile in un caso simile a questo, rilevare la fonte emettitrice del segnale luminoso, estrapolare le informazioni utili o clonare l'apparecchiatura. Il problema fondamentale è quello di eliminare le interferenze e ricostruire il segnale nel modo più fedele possibile...

NOTA - L'esperimento illustrato è stato proposto solo ai fini divulgativi, normalmente non causa problemi o anomalie alle apparecchiature ma in taluni casi può però causare anomalie di funzionamento temporanee. Nella maggior parte dei casi risolvibile con lo spegnimento e riaccensione dell'apparecchio, in ogni caso, nel caso decideste di riprodurlo, eseguitelo solo se siete in grado di comprendere esattamente quello che state facendo e solo sotto la vostra completa responsabilità!


Questo è un semplice esempio del principio, di come si possano intercettare i segnali lungo i cavi per poi essere decodificati:


















quest'ultimo esempio può essere applicato su cavi ethernet, cavi telefonici, cavi elettrici nel caso di sistemi ad onde convogliate, ecc. La soluzione è possibile anche nei casi in cui non vengano adottati sistemi di schermatura appositamente studiati.

Tutti i sistemi TEMPEST citati possono essere utilizzati in modalità singola o promiscua, in base alle necessita. I sistemi di difesa possono essere anche molto costosi, il principio si basa fondamentalmente su schermature elettromagnetiche, generazione di campi elettromagnetici di disturbo, e sullo stesso principio, emissioni di frequenze audio (al di fuori della soglia udibile), interferenze luminose (al di fuori della soglia visibile), sistemi accurati di insonorizzazione.

I sistemi di difesa più efficaci comprendono l'uso di più soluzioni, come già accennato questi sistemi sono usati in modo particolare in ambito d'intelligence e militare, ma sono ormai applicati anche nell'ambito dello spionaggio industriale.

Ovviamente il rischio di furto di informazioni importanti e riservate è sempre proporzionato alla tipologia della propria attività, ma nel caso si parli per esempio di sicurezza informatica, in taluni casi determinate problematiche qui esposte dovrebbero essere prese seriamente in esame...

Nello svolgere il mio lavoro di consulente nel settore sicurezza, vedo quotidianamente soluzioni dove si tende a lasciare il malintenzionato fuori dalla porta per poi inavvertitamente spalancargli le finestre, o lasciargli aperta la porta sul retro. Questo atteggiamento ovviamente non voluto è causato spesso da chiusure mentali, modalità di ragionamento a scomparti, approcci sbagliati al problema, ecc. 

Nel corso della mia formazione professionale ho dovuto inevitabilmente accedere a molte discipline diverse, quali l'elettrotecnica e l'elettronica, l'informatica, la psicologia con le varie ramificazioni e tante altre, la formazione e lo studio continuo diventano ad un certo livello importantissimi ed imprescindibili

Non è possibile specialmente nel campo della security avere approcci corretti alla prevenzione, senza avere la più ampia visione possibile di tutte le problematiche coinvolte, questo non lo dico per presunzione ma per coscienza. Affinchè possano migliorare le cose, credo che sia necessario prima di tutto prendere consapevolezza del fatto che possano esistere molte problematiche, ed avere poi la seria intenzione di risolverle...

NOTA - I temi trattati in questo articolo sono stati esposti a puro titolo divulgativo, l'autore non si assume nessuna responsabilità in relazione all'uso improprio di queste tecnologie e da danni causati verso terzi!


Andrea Guzzo - ex pubblicazione 06/02/2011

Le microspie

Caratteristiche, funzionamento, impieghi e strategie di difesa.










 Il loro aspetto

Quando parliamo di microspie intendiamo in realtà una vasta quantità di apparecchiature atte a captare ciò che è utile, parliamo quindi  di apparecchiature per l'intercettazione di segnali audio e/o di immagini, ma non solo, perchè anche una apparecchiatura installata per intercettare frequenze, codici, segnali luminodi e così via, se miniaturizzata e/o occultata, si comporta di fatto da microspia.
Con l'avanguardia tecnologica che ha permesso la realizzazione di circuiti sempre più miniaturizzati ed efficienti le microspie al giorno d'oggi possono essere nascoste e contenute praticamente ovunque:

Microspia GSM










Microspia per rete elettrica 220V













Mouse con microspia














La necessità di miniaturizzazione è essenziale al fine di occupare meno spazio possibile, quando è possibile si installano all'interno di apparecchiature elettriche in modo che possano avere un'alimentazione costante per permettere l'intercettazione e la trasmissione continua. Uno dei problemi più comuni per queste apparecchiature infatti è l'autonomia delle batterie, che generalmente può variare da una decina di ore fino a una settimana, il tutto dipende dal tipo di circuito impiegato.
La loro portata può variare da poche decine di metri a qualche chilometro, salvo per le microspie GSM che si comportano in trasmissione come un telefono, si appoggiano alla rete per cellulari e quindi vincolate solo alla presenza del segnale GSM. Tutte comunque salvo eccezzioni, generalmente tendono ad operare a frequenze medio alte o alte in modo da ridurre al massimo le interferenze, aumentare la portata e poter disporre di antenne trasmittenti molto corte e contenute.
A differenza delle prime microspie sopra descritte che trasmettono su una frequenza intercettabile con un comune scanner le microspie GSM hanno in oltre il vantaggio di trasmettere informazioni criptate.
La portata e la qualità del segnale trasmesso di tutte queste apparecchiature è sempre e comunque vincolata dalla conformazione dei locali, da ostacoli, barriere e interferenze elettromagnetiche.

Rilevatore microspie autocostruito, realizzazione e foto: AG
















Chi può essere oggetto di interesse da intercettazioni

Le intercettazioni sin dagli albori dello spionaggio e controspionaggio nate in ambito militare si sono poi allargate al settore industriale ed infine in ambito più personale. Con l'abbattimento dei costi delle apparecchiature per altro facilmente reperibili sul mercato ed il loro facile uso, anche da parte di personale non esperto chiunque può potenzialmente essere intercettato, i casi quindi possono essere molto vari, dal settore di intelligence, all'ambiente industriale e lavorativo come alle situazioni familiari, dai sospetti di infedeltà al controllo delle abitudini dei minori, etc.


Alcune linee guida su come difendersi
  • Cercate informazioni in internet su prodotti e strategie utilizzate in modo da farvi una cultura, se non comprendete cosa e come si usa non saprete mai come difendervi!
  • Va posta molta attenzione alle vostre abitudini, siate il più possibile inprevedibili, e se vi è possibile applicate azioni di depistaggio.
  • Non delegate l'acquisto di prodotti informatici ed elettronici, comprateveli da voi e mai nello stesso posto, se proprio deve essere un regalo, presenziate assolutamente all'acquisto senza rivelare la scelta del prodotto in anticipo.
  • State molto attenti a nuovi oggetti che compaiono nei vostri ambienti abituali o a oggetti regalati, se pensate che contengano microspie, cercate un modo per sbarazzarvene.
  • Prestate sempre molta attenzione agli oggetti e agli ambienti intorno a voi, nel caso abbiate la possibilità di scorgere qualcosa che non vi convinca.
  • Non prestate mai oggetti personali come telefoni, computer, etc. e prendete sempre l'abitudine di tenerveli vicini o a portata visiva, a costo di trascinarveli dietro in continuazione.
  • Può diventare microspia anche un oggetto che non lo era prima, come per esempio il vostro telefono cellulare abituale, sul quale a vostra insaputa è stato installato un software per l'intercettazione, oppure come altro esempio il vostro computer, sempre con la medesima modalità.
  • Diffidate nel caso di tecnici che vogliono entrare nei vostri ambienti, con pretesti come la riparazione di guasti o controlli, provvedete a fare le opportune verifiche e non lasciateli mai soli.
  • Insospettitevi se intorno alle vostre abitazioni o luoghi di lavoro, vedete furgoni parcheggiati mai visti prima che stazionano.
  • Prendete l'abitudine di guardarvi in modo discreto intorno, durante le vostre uscite all'aperto, sia a piedi che in macchina, per valutare eventuali pedinamenti, specchi parabolici in strada e l'uso dello specchietto retrovisore in auto, sono importantissimi per cercare di scorgere cosa accade intorno e dietro di voi.
  • Se dovete parlare di cose importanti e discrete gli ambienti migliori sono quelli più impervi, inusuali e/o irraggiungibili, oppure ampi spazi esterni (ovviamente mai gli stessi luoghi), possibilmente con qualche rumore di sottofondo costante, che vi permetta di capire il vostro interlocutore senza alzare la voce, se vi ponete inoltre in una posizione favorevole, potrete osservare chi passa vicino a voi ed eventuali persone che sostano nei vostri paraggi.
  • Nel caso la vostra privacy sia potenzialmente a rischio e/o avete ruoli importanti a livello politico, industriale etc. se vi è possibile, prendete in considerazione l'eventualità di far fare bonifiche ambientali periodiche, mai comunque negli stessi periodi ed orari, mai concordate con largo anticipo ma invece in tempi ristretti, sempre nel caso ne abbiate la possibiltà, e lo riteniate utile, prevedete l'uso e l'installazione di apparecchiature disturbatrici.
  • Nel caso la tecnologia non vi intimorisca, un'altra interessante opportunità è quella di acquistarvi strumenti per bonifica, vi sono in commercio soluzioni anche relativamente economiche, può essere una valida soluzione, specialmente per i casi più comuni.
  • Se pensate che queste informazioni vi possano essere un giorno utili, allora allenatevi a comportarvi come se doveste metterle in pratica fin da subito, sarete più pronti e disinvolti e farete meno errori nel caso dovrete applicarle realmente.
  • Applicate se necessario le vostre strategie di difesa anche a costo di spiegarne le ragioni o di apparire nevrotici o strani, anzi, se imparerete un po' a dissimulare si accorgeranno sempre meno di vostre eventuali stranezze comportamentali.
  •  Ultima regola, prima fra tutte: se non volete che una cosa si sappia e possa essere oggetto di indiscrezioni, tenetevela per voi e non comunicatela a nessuno, e se non volete che una vostra azione vi si possa ritorcere contro, il modo migliore per evitare problemi è non farla!


Andrea Guzzo - ex pubblicazione 17/09/2011

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