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Deep Web, cosa contiene?
















Il Deep Web è l'insieme delle risorse Web normalmente non accessibili attraverso i normali motori di ricerca.
Mentre l'intero Web, nella parte visibile e non, raccoglie diverse centinaia di miliardi di contenuti, a noi normalmente ne risulta visibile una piccolissima percentuale (1-2%). Questo perché non è sempre possibile accedere normalmente a tutte le informazioni.


Cosa contiene la parte più nascosta?
Siti normalmente non indicizzati per motivi di servizio ma anche i contenuti più inquietanti, folli e pericolosi: immagini e filmati pornografici, immagini e filmati legati alla pedofilia, immagini e filmati violenti, siti di vendita di materiale illegale (droga, armi, software), siti governativi appositamente occultati, canali di comunicazione riservati e tutto quello che non si vuole far indicizzare o non è indicizzabile dai motori di ricerca.


I livelli del WEB:

0. Internet
Contiene la parte normalmente visibile ed indicizzata dai motori di ricerca, quella nella quale tutti normalmente navighiamo.

-1. Surface Web
Qui molti contenuti sono ancora normali e legali ma necessitano di accessi tramite proxy server o software specifico. Un esempio comune sono le reti intranet per chi si trova all'interno di reti (per esempio scolastiche o lavorative). È già possibile trovare cose strane con fini non propriamente legali.

-2. Bergie Web
Ancora accessibile tramite motori di ricerca come TOR, altri motori specifici o software specifico. Molti contenuti sono ancora leciti ma spesso non indicizzati dai normali motori di ricerca. Possiamo trovare anche contenuti creativi, pazzi, ridicoli, geniali ma soprattutto anonimi e non facilmente reperibili. Un esempio può essere il sito 4chan (https://www.4chan.org/) che è un motore specifico per contenuti anonimi.
Possiamo dire che il Surface Web ed il Burgie Web, rappresentano una via di mezzo tra il livello pienamente visibile e quello più nascosto.

-3. Deep Web
Questo è il livello più nascosto, fatto da vari sottolivelli, alcuni solo ipotizzati e non comprovati. Da qui inizia l'oscurità, solo alcuni di questi siti sono accessibili tramite la rete TOR, altri tramite altre reti e software specifico. Può contenere siti bannati per termini di violazione di servizio, per contenuti sensibili, per violazione dei diritti d'autore, c'è di tutto, per tutti i gusti, per fini leciti e non e con diversi livelli di segretezza.
In questo livello naviga spesso chi non è propriamente affine alla legalità o chi ha necessità di massima riservatezza e segretezza: traffici umani, traffici di persone, organi, armi, software, informazioni riservate, accessi a siti segreti e strettamente riservati (per esempio siti governativi). Sono presenti gruppi con fini illegali, gruppi di spionaggio e/o controspionaggio, gruppi di indagine.
In questo livello non esiste legge e non esistono regole, molti fanno i propri interessi ed affari.
È un mare immenso e mai completamente sondabile, dove navigarvi per pura curiosità e senza le dovute precauzioni, può riservare qualche brutta sorpresa.
Così come viene infatti costantemente monitorata la rete più visibile e conosciuta, da parte di sistemi di raccolta delle informazioni (es. Echelon e Carnivore) anche questo segmento di comunicazione è costantemente monitorato...


Andrea Guzzo

29 tipologie di attacco hacker praticabili tramite USB



















Alcuni ricercatori dell'università di Ben-Gurion del Negev, in Israele, hanno identificato ben 29 tipologie di attacco tramite USB, utilizzabili per compromettere computer e dati degli utenti.


Classificati come segue in quattro diverse categorie, a seconda della modalità di attacco:

A) Riprogrammando il micro controllore interno del dispositivo USB. Il dispositivo viene visto dal sistema operativo come una normale periferica USB, ma esegue le operazioni come un altro tipo di periferica (es. simulazione di una tastiera);

B) Riprogrammando il firmware del dispositivo USB per eseguire azioni dannose (come download di malware, estrazione di dati, ecc.);

C) Non riprogrammando il firmware del dispositivo USB, ma sfruttando i difetti relativi al modo in cui i sistemi operativi interagiscono normalmente con i protocolli / standard USB;

D) Attacchi elettrici basati su periferiche USB.



A) Attacchi USB con micro controller riprogrammabili:

1) Rubber Ducky - Una piattaforma di attacco per iniezione USB, rilasciata nel 2010. Una volta connessa ad un computer, la chiavetta USB Rubber Ducky viene vista come una normale tastiera che impartisce una sequenza di tasti pre caricata;

2) Piattaforma di attacco PHUKD / URFUKED - Simile a Rubber Ducky, consente ad un utente malintenzionato di selezionare l'ora in cui si impartisce la sequenza dei tasti;

3) USBdriveby - Fornisce un'installazione rapida nascosta di backdoor e sovrascrive rapidamente le impostazioni DNS su un host, emulando una tastiera e un mouse USB;

4) Evilduino - Simile a PHUKD / URFUKED, ma con micro controllori Arduino. Funziona anche emulando una tastiera / mouse e può inviare sequenze di tasti / movimenti del cursore del mouse, in base a uno script pre caricato;

5) Canale USB involontario - Un trojan hardware USB proof of concept (POC), che estrapola i dati voluti;

6) TURNIPSCHOOL (COTTONMOUTH-1) - Un impianto hardware nascosto all'interno di un cavo USB (viluppato da NSA);

7) Attacco RIT tramite archiviazione di massa USB - Attacco descritto in un documento di ricerca. Si basa sulla modifica del contenuto dei file mentre la periferica di archiviazione di massa USB è collegata al computer di una vittima;

8) Attacchi su dongle USB wireless - Una categoria di attacchi esplorata per la prima volta con il rilascio della piattaforma di attacco KeySweeper di Samy Kamkar, uno strumento che registra segretamente e decodifica le battute da molte tastiere wireless RF Microsoft;

9) Default Gateway Override - Un attacco che utilizza un micro controllore per spoofare un adattatore Ethernet USB, sovrascrive le impostazioni DHCP e dirotta il traffico locale.



B) Riprogrammazione maliziosa con attacchi del firmware delle periferiche USB:

10) Attacchi HID basati su smartphone - Descritti per la prima volta in un documento di ricerca, i ricercatori hanno creato driver di gadget Android personalizzati, per sovrascrivere il modo in cui Android interagiva con i dispositivi USB. Il driver dannoso ha interagito con l'API del gadget USB di Android per simulare dispositivi USB con tastiera e mouse collegati al telefono;

11) DNS Override di Firmware USB modificato - I ricercatori hanno modificato il firmware di un'unità flash USB e lo hanno utilizzato per emulare un adattatore Ethernet, che ha consentito loro di dirottare il traffico di rete locale;

12) Emulazione della tastiera tramite firmware USB modificato - Diversi ricercatori hanno mostrato come avvelenare il firmware delle unità flash USB, iniettando codice con emulazione tastiera [vedi punti 1 , 2 , 3];

13) Patch di partizione nascosta - E' stato dimostrato come una chiavetta USB può essere riprogrammata per comportarsi come una normale unità, creando una partizione nascosta che non può essere formattata, consentendo l'estrazione di dati nascosti;

14) Patch di bypass per la protezione della password - Una piccola modifica del firmware di un'unità flash USB, consente agli aggressori di ignorare le password utilizzate per la protezione delle unità flash USB;

15) Breakout della macchina virtuale - I ricercatori hanno utilizzato il firmware USB per uscire dagli ambienti delle macchine virtuali ed interagire con le macchine fisiche;

16) Boot Sector Virus - I ricercatori hanno utilizzato un'unità flash USB per infettare il computer prima dell'avvio [vedi punti 1 , 2];

17) iSeeYou - Programma POC che riprogramma il firmware di una classe di webcam iSight interne di Apple, in modo che un utente malintenzionato possa catturare in modo nascosto, video e foto dalla webcam senza l’accensione del LED.



C) Attacchi basati su dispositivi USB non programmati:

18) CVE-2010-2568 - Exploit LNK utilizzato da malware Stuxnet e Fanny;

19) Backdoor USB in host Air-Gapped - Attacco utilizzato dal malware Fanny, sviluppato da Equation Group (nome in codice per la NSA). L’attacco utilizza l'archiviazione USB nascosta per archiviare i comandi preimpostati che mappano i computer in reti air-gap. Le informazioni sulle reti vengono salvate nella memoria nascosta dell'unità flash USB.

20) Nascondere dati su dispositivi di archiviazione di massa USB - Una vasta raccolta di trucchi per nascondere malware o dati rubati all'interno di un'unità flash USB;

21) Sfruttamenti dell’AutoRun - Esecuzione automatica di file predeterminati, che si trovano nella memoria di un dispositivo USB;

22) Attacchi Cold Boot - Ovvero l'attacco sulla RAM . Gli aggressori possono archiviare un dump di memoria su un'unità flash USB ed estrarre i dati dalla RAM tramite un dispositivo USB;

23) Attacchi basati su buffer overflow - Diversi attacchi che si basano sullo sfruttamento del buffer del sistema operativo quando un dispositivo USB viene inserito in un computer. Ciò accade perché i sistemi operativi enumerano i dispositivi e le funzioni (eseguono determinate operazioni predeterminate) quando viene inserito un dispositivo USB [vedi punti 1 , 2 , 3 , 4];

24) Aggiornamento driver - Attacco molto complesso che si basa sull'ottenimento di un Certificato VeriSign Classe 3 e sull'invio di driver, che vengono automaticamente consegnati e installati sui PC degli utenti quando viene inserito un determinato dispositivo USB. Questo attacco è possibile, ma molto difficile da attuare nel mondo reale.

25) Aggiornamento firmware del dispositivo (DFU) - Gli utenti malintenzionati possono utilizzare l'aggiornamento firmware del dispositivo (DFU), un processo legittimo supportato dallo standard USB, per aggiornare il firmware legittimo locale a una versione dannosa o vulnerabile.

26) USB Thief - Un dispositivo USB basato su un malware per il furto di dati scoperto da ESET .

27) Attacchi su smartphone tramite la porta USB - Gli utenti malintenzionati possono nascondere e distribuire malware (dannosi) caricando la batteria tramite connessione USB.

28) Attacco USBee - Il bus dati del connettore USB emette emissioni elettromagnetiche che possono essere utilizzate per estrarre i dati.



D) Attacchi elettrici:

29) USB Killer - Danneggiare parti hardware, inserendo un dispositivo USB che crea corto circuiti o che tramite programma, attiva una sovratensione elettrica sui componenti hardware (questa attività è possibile anche iniettando codice sul sistema operativo, per esempio tramite connessione di rete).



Il gruppo di ricerca dell’univerità di Ben-Gurion ha indicato in dettaglio tutti questi attacchi in un articolo pubblicato sulla rivista ScienceDirect.

Lo scopo della ricerca era di informare dei molti modi in cui i dispositivi USB possono essere abusati per infettare i sistemi operativi, usarli in modo arbitrario, o rubare segretamente i dati.
Ne consegue che le periferiche USB andrebbero sempre utilizzate in modo opportuno, cercando di prevenire gli usi illeciti e malevoli.


Andrea Guzzo

WiFi hacking su modem/router Sitecom 300N X2

In questo video, mostro come è possibile attaccare una rete wireless, sfruttando una debolezza sulla funzione WPS.

https://www.youtube.com/watch?v=eZ2L3WkNIjQ





















Molti modem/router hanno una funzione chiamata WPS, utilizzata per connettere velocemente a sè nuove periferiche in wireless dotate della stessa funzione.
E' stata scoperta una vulnerabilità che consente di collegarsi senza autorizzazione. Le nove apparecchiature, sembra abbiano risolto la vulnerabilità, ma non tutte le appliance in uso attuale sono prive di questa falla di sicurezza.
Nel video, svolgo l'attacco in maniera molto semplice, partendo da un sistema operativo Windows, con il semplice ausilio di Dumpper e Jumpstart.
Il consiglio generale che posso dare, è sempre quello di disattivare tutto ciò che non è strettamente indispensabile, dovunque posso, lascio sempre questa funzione disattivata...

Attenzione! Il video è a puri fini didattici e dimostrativi, conducete test e attacchi simulati nel pieno rispetto delle leggi!


Andrea Guzzo

Attacco hardware con USB Rubber Ducky e alcune soluzioni

Per attacco bad usb si intende una tecnica tramite la quale si infetta con malware tramite periferiche usb, la classica chiavetta di memoria per intenderci.
Molti antivirus però consentono di rilevare immediatamente anche questo tipo di minaccia, senza contare che negli ambienti più protetti è vietato l’uso delle chiavette usb di memoria.
Come può raggirare il problema un malintenzionato?

USB Rubber Ducky



Artraverso una USB Rubber Ducky è possibile simulare una comunissima tastiera USB.
In questo modo, la periferica, non essendo riconosciuta come una unità di memoria esterna, una volta collegata, può agire indisturbata eseguendo degli script preconfezionati. Simulando in tutto e per tutto una tastiera e lanciando i comandi scelti.
Le istruzioni da eseguire, così come le informazioni utili sottratte, vengono memorizzate all'interno di una Micro SD inserita nel Kit.
Una tipologia di attacco quindi diretta e ravvicinata.


Una rapida soluzione...

Difficilmente un buon antivirus interverrà, almeno chè non interpreti l'esecuzione dei comandi come qualcosa di sospetto.
Si può installare un software con autoprotezione, che consenta in modo selettivo il funzionamento delle periferiche USB scelte. In questo modo le periferiche non riconosciute dal programma non potranno comunicare dati.
Un'altra soluzione, ancora più veloce, economica e pratica, è installare un programma come G DATA USB Keyboard Guard,





il quale riconosce in automatico finte periferiche camuffate da tastiera. In questo modo, ogni tastiera hardware simulata, verrà prontamente riconosciuta e bloccata.

Andrea Guzzo

E' possibile intercettare un telefono cordless?

Il telefono a filo è sempre più desueto e scomodo, ma i telefoni cordless sono in grado di garantirci la stessa sicurezza?

Facciamo qualche semplice confronto su alcuni modelli...



Modelli giapponesi a 49 Mhz: Panasonic e similari.














Si possono ascoltare facilmente con qualsiasi scanner sintonizzabile sui 46-49 Mhz in Fm. La clonazione è facilissima, a causa del basso numero di chiavi elettroniche usate su questi modelli.
Si trovano sul mercato a prezzi molto convenienti ma sono completamente insicuri, a voi il rischio...



Modelli Omologati a 900 Mhz: Telecom, Urmet, Italtel, Sony etc.














Si possono ascoltare facilmente con qualsiasi scanner sintonizzabile sui 959.000-960.000 Mhz in Fm. Un buon numero di chiavi digitali rendono diffile la clonazione telefonica.
Sono un po' più sicuri dei precedenti, hanno un prezzo più elevato, mettono maggiormente al riparo da clonazioni ma non dagli ascolti indesiderati.



Modelli DECT a 1800 Mhz: Telecom, Philips, Nokia, etc.


A causa dell'alta frequenza, della modulazione digitale, dell'utilizzo di tecniche di codifica digitali usate, i dati trasmessinon non sono intercettabili con un comune scanner ed è molto difficile la clonazione del telefono.  
Hanno un grado di sicurezza molto più elevato dei precedenti e permettono l'utilizzo fuori dalla portata degli ascolti indesiderati.



I telefoni cordless sono molto comodi e pratici, ma l'acquisto non va lasciato al caso...
Se non volete spendere, fareste meglio ad usare ancora un telefono a filo.
Nel caso invece preferiate la comodità, rivolgetevi solo sull'acquisto di telefoni di qualità ed a connessione criptata, ce ne sono molti in commercio. 
Costeranno sicuramente di più, ma incorrerete più difficilmente in problemi di ascolto indesiderati ed in pericoli di clonazione, che potrebbero far diventare salata la vostra bolletta telefonica.
Diversamente, il burlone o l'appassionato radio di turno che si divertono ad ascoltare le vostre telefonate,  qualche soggetto interessato ad informazioni riservate o qualcuno interessato ad usare la vostra linea telefonica per effettuare chiamate, potrebbero avere la meglio ed agire a vostro danno...


Andrea Guzzo

Il social engineering

Scopriamo che cos'è e come viene usato.




















Il social engineering o ingegneria sociale è un termine usato molto nel settore informatico dove viene applicato nell'ambito dell'haking ma è una disciplina molto datata presa in prestito dall'ambito dello spionaggio e dalle attività d'inteligence.

Racchiude nel suo interno attività di studio, spionaggio, investigazione, manipolazione e persuasione dei soggetti finalizzata ad ottenere informazioni utili dalle persone o inducendole a muoversi, pensare e fare azioni utili per i nostri scopi.
Ci si avvale dell'arte della finzione, della dissimulazione, nascondendo la propria vera identità ed obiettivi e assumendo di volta in volta anche identità diverse, in certi ambiti può essere un'attività anche altamente rischiosa.
E' una delle strategie più comuni utilizzate in ambito militare, politico, sociale e d'inteligence.
L'attacco quindi può essere realizzato da una singola persona come da un gruppo e rivolto ad un singolo individuo come a gruppi o masse di persone.
Pazienza, determinazione, intuito, capacità di osservazione e deduzione, di analisi, di sintesi, capacità di mentire e dissimulare, nozioni di psicologia ed altre conoscenze, sono importanti ed in molti casi fondamentali per poter arrivare al proprio obiettivo con successo.

A grandi linee il sistema di attacco inizia sempre cercando tutte le informazioni utili sulla vittima prescelta, è necessario acquisire le informazioni nel modo più completo possibile e procedere poi ad una verifica dei dati ottenuti.
Per ottenere le informazioni, il sistema di attacco verso la vittima può essere sostanzialmente diviso in tre strategie diverse:

- Acqusire le informazioni utili solo in modalità indiretta, ossia senza entrare mai in contatto con la vittima, si può applicare per esempio ottenendo informazioni da altre persone (segretarie, colleghi di lavoro, conoscenti, familiari, etc.), acquisendo o sottraendo materiale audio, video, cartaceo o digitale, apparecchiature elettroniche usate dalla vittima, importanti anche le intercettazioni ambientali e telefoniche, studi psicologici e comportamentali del soggetto (molto utili anche nel caso in cui l'obiettivo sia un gruppo o una massa di persone) etc.

- Acquisire le informazioni entrando in contatto diretto con la vittima attraverso la frequentazione, se si riesce a comunicare fiducia e a suscitare interesse la vittima diventa molto vulnerabile, può abbassare la propria guardia e darvi molte informazioni che in altre situazioni non vi avrebbe mai rivelato, è in una posizione comunque dove può risultare più efficace un vostro tentativo di controllo.

- Acqusire le informazioni utilizzando una tecnica mista, in questo caso si applicano le due strategie sopracitate.

Successivamente si passa alla seconda fase, ossia l'elaborazione di una strategia o piano di attacco, è importante dire che questa fase non deve prendere necessariamente il posto alla prima, ma può anche viaggiare in parallelo, per aumentare le probabilità di successo è necessario che la pianificazione sia la più dettagliata possibile e ricca di piani alternativi, nel caso qualcosa vada storto.

A questo punto si passa alla fase finale di attacco vero e proprio atta a colpire la vittima o le  vittime e arrivare al proprio obiettivo.

L'elaborazione e la realizzazione di ogni passaggio o dell'intera operazione possono richiedere da poche ore a tempistiche molto lunghe, talvolta anche anni, è tutto relativo alla complessità del piano e dell'obiettivo.

Il social engineering o ingegneria sociale è in realtà una materia molto complessa ed applicata in tantissimi ambiti, anche quelli più quotidiani della nostra vita, maggiori sono igli interessi in gioco nell'ottenere un risultato e più forti e complesse sono le strategie applicate, non a caso, tra gli ambiti più coinvolti troviamo: l'ambito politico, militare, economico ed ovviamente il più importante, ossia quello sociale in genere.

Possiamo dire che il social engineering è una disciplina sociale molto complessa ed articolata che interessa tangenzialmente molti ambiti ed altre discipline.

E' in poche parole: l'arte dell'acquisire, studiare, carpire informazioni, dirigere ed infine portare a termine i propri obiettivi.


Andrea Guzzo

Irrobustire un cablaggio RJ8, RJ11, RJ45



Molto spesso mi è capitato di ritrovarmi con cavi cablati RJ8, RJ11 o RJ45 dove a seguito di usura la guaina isolante tende a sfilarsi o a deteriorarsi dallo spinotto intestato sul cavo, a seguito di ciò la trazione meccanica viene a scaricarsi interamente sui cavi crimpati. I cavi RJ45 se comprati già intestati, come i cavi Patch non sono soggetti allo stesso problema, in quanto stampati a caldo, ma nel caso di cablaggi fatti a mano su cavi Ethernet il problema si presenta.
A seguito di maltrattamenti e trazioni quindi la funzionalità di questi cavi può compromettersi e non c'è niente di più noioso di un cavo difettoso o che ci abbandona nel momento più inopportuno.

RJ45 cablato













Per ovviare a queso problema una volta effettuata una normale crimpatura del cavo uso un semplicissimo sistema, irrobustisco il cablaggio mettendo una piccola quantità di colla tipo Bostick sul retro dell'RJ45 in modo da ancorarlo al cavo, in questo modo riesco ad aumentare notevolmente la resistenza del cablaggio alla trazione meccanica.

RJ45 cablato con l'aggiunta di colla visibile sul retro













Questo semplice accorgimento può essere adottato indifferentemente sui cavi RJ8, RJ11 ed RJ45...


Andrea Guzzo

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